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SALVIt - Studio, Archivio e Lessico dei Volgarizzamenti Italiani

De Iacobiti, Aurelio Simmaco da Tossicia

(Tossicia [Teramo, Italia], sec. XV - Napoli? [Italia], sec. XVI) [La biografia del personaggio, giureconsulto e umanista abruzzese legato alla corte del principe di Taranto Antonio del Balzo Orsini e operante a Napoli nel periodo aragonese, è largamente ignota. Alcuni dati sono deducibili indirettamente dal codice Paris BNF It. 1097 (cfr. qui stesso § Tradizione dell'opera 1. Tradizione diretta: manoscritti); altri dettagli in Marinucci 2001 e 2004, pp. 9-10 e DBI 62, pp. 1-2 (Passarelli). La forma del nome, «che varia ampiamente nelle fonti e negli studi» (Coluccia i.c.s.), segue Marinucci 2001, mentre DBI reca ad esponente "Iacobiti (Iacobucci)"]

Eneide abruzzese (VI libro) (redaz.)
(Altri titoli: Sexti Libri Publii Vergilii Maronis Aeneidos vulgari rhytmo traductio per Aurelium Simmacum de Jacobictis (a. 1456) [inc.])

di Cristina Scarpino

Notizie generali

Riduzione in versi di:
Publio Virgilio Marone, Aeneis (latino)

Datazione: 1456
Lingua/Dialetto: abruzzese
Tipologia testuale: poesia
Genere: narrativa: epica
Nota metrica: Riduzione in 1490 versi in ottave del VI libro dell'Eneide virgiliana.
Incipit: Se mai de Latona el sacro filgio / condusse la barchecta del mio ingengio
Explicit: Da quisti versi il nome saperai, / ad cui posta, et perché facto sarrai
Per il quadro completo delle varianti degli incipit vd. Tradizione diretta: manoscritti e Tradizione diretta: edizioni antiche.

 

© Copyright: Cristina Scarpino 2007
La scheda è stata pubblicata il 31-12-2007; la data presente in calce si riferisce esclusivamente all’ultimo aggiornamento.


Tradizione dell'opera   (breve / estesa)
Tradizione diretta: manoscritti (1)
1. Paris (Francia), Bibliothèque Nationale de France, Italien, 1097 = Paris BNF It. 1097

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Storia della tradizione
La tradizione dell’Eneide abruzzese è monotestimoniale: l’opera è tramandata solo da Paris BNF It. 1097 ed è «limitata al VI libro con la giustificazione che questo è tralasciato per ignoti motivi da un traduttore di Virgilio non specificato (cfr. vv. 31-32: ca quillui che Virgilio tradusse / questo lassò, et non so perché fusse)» (Marinucci 2004, p. 7). Riguardo all'identità del traduttore, Marinucci 2004, p. 84 avanza l'ipotesi che potrebbe trattarsi di Guido da Pisa, autore del compendio virgiliano conosciuto con il titolo Fatti di Enea.
Tale affermazione sembrerebbe tuttavia collidere con gli indizi forniti dallo stesso Simmaco ai vv. 33-37, in cui si rinvia chiaramente ad una traduzione in versi, laddove i Fatti di Enea sono in prosa: «Non dico Dante, ma quillui che in rima / volse la Eneida tradure in vulgare, / lassando e dechiarando, con so lima / cotale parte non volse toccare, / degna de magior cura et de più stima».
L'Eneide abruzzese, pur non presentando i problemi filologici con la fonte che si riscontrano nella Batracomiomachia, è piuttosto interessante «dal punto di vista linguistico per la ricchezza e la varietà delle forme utilizzate, soprattutto in quei passi (e non sono infrequenti) in cui l’autore, fortemente condizionato dal modello virgiliano, esagera nelle scelte latineggianti e retoriche non sempre conciliabili con quelle, talvolta ardite e piuttosto eclettiche, operate in ambito non dotto» (Marinucci 2004, pp. 7-8).
Il committente dell’opera è il gallipolino Jachecto Maglabeto, dignitario del principe di Taranto Antonio del Balzo Orsini poi caduto in disgrazia, sul quale riferisce in più d’una occasione Rosario Coluccia (si vedano, ad esempio,  Coluccia 1992, pp. 264-267, Coluccia 1992a, pp. 694-695, Coluccia 1993, pp. 539-541; da ultimo, Coluccia i.c.s.; qui stesso, si veda la descrizione del ms. Paris BNF It. 1097).

Il rifacimento del VI libro dell’Eneide operato da Aurelio Simmaco de Iacobiti si colloca all’interno delle attività di riscoperta e di divulgazione dei classici, caratteristiche dell’Umanesimo.
Cronologicamente è successivo sia alla versione abruzzese della Batracomiomachia, che si deve allo stesso Simmaco, sia ai volgarizzamenti italiani più significativi del poema virgiliano: quello operato dal senese Ciampolo di Meo degli Ugurgieri nel 1340 e la traduzione di Tommaso Cambiatori da Reggio del 1432.
Altri rifacimenti, anche abbastanza noti, sono solo versioni parziali o compendi dell’Eneide; dettagli in Parodi 1887 e in Bertin 2008. Parodi non menziona l’opera di Simmaco né nella sezione dedicata alle traduzioni (la III), né in quella dedicata alle redazioni in versi (la II); nel primo capitolo di quest’ultima sezione allude tuttavia ad una versione in ottava rima dell’Eneide, specificando: «il rifacimento di cui parlo è contenuto, a mia notizia, in tre codici; un Ashburnhamiano, un Braidense, un Parigino. Lasciando stare il Parigino, del quale troppo poco io so, il migliore ed il più completo sarebbe il Braidense» (p. 207).
Preliminari all'edizione in Marinucci 2000; dell'Eneide simmachea si è occupato anche Salvatore Gentile in una relazione del 1981 dal titolo Il sesto libro dell'Eneide nell'inedito volgarizzamento in rima dell'umanista Aurelio de Jacobictis da Tussiacia (cfr. Giordano 1999, p. 153 n. 9).

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Bibliografia
Edizione/i di riferimento
Marinucci 2004 = Sexti Libri Publii Vergilii Maronis Aeneidos vulgari rhytmo traductio per Aureliun Simmacum de Jacobictis (a. 1456), a cura di Marcello Marinucci, Trieste, Università degli Studi di Trieste, Dipartimento di Scienze del Linguaggio, dell'Interpretazione e della Traduzione, 2004.

Bibliografia filologica
Marinucci 2000 = Marcello Marinucci, I rifacimenti volgari della Batracomiomachia e del VI libro dell’Eneide di Aurelio Simmaco de Iacobiti (Bibl. Nat. Paris cod. ital. 1097), Università degli Studi di Trieste, Dipartimento di Scienze del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione, Trieste, 2000.

Parodi 1887 = Ernesto Giacomo Parodi, I rifacimenti e le traduzioni italiane dell'Eneide di Virgilio prima del Rinascimento, in SFI, II (1887), pp. 97-368.

Altra bibliografia
Coluccia 1992 = Rosario Coluccia, Manifestazioni del pluringuismo e affermazione dell'italiano nella regione galatinese, in MR, 17 (1992), pp. 265-267.

Coluccia 1992a = Rosario Coluccia, La Puglia, in Bruni 1992, pp. 685-719. 

Croce 1953-1954 = Benedetto Croce, Aneddoti di varia letteratura, Bari, Laterza, 4 voll., 1953-1954 [seconda ed. con aggiunte, interamente riv. dall'autore].

Giordano 1999 = Emanuele Antonio Giordano, Echi della tradizione omerica in Italia meridionale nel xv secolo: la Batracomiomachia in ottave di Aurelio De Jacobictis da Tussicia, in «Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia (Università degli Studi della Basilicata)» 9 (1999), pp. 151-174. 

Marinucci 2001 = Marcello Marinucci, Batracomiomachia. Volgarizzamento del 1456 di Aurelio Simmaco de Iacobiti, Padova, Esedra, 2001.

Enciclopedie, repertori e cataloghi
DBI = Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 1962-.

De Marinis 1969 = Tammaro De Marinis, La biblioteca napoletana dei re d’Aragona. Supplemento, 2 voll., Verona, Valdonega, 1969.

Kristeller = Paul Oskar Kristeller, Iter Italicum: a finding list of uncatalogued or incompletely catalogued humanistic manus of the Renaissance in Italian and other libraries, 6 voll., London, the Warburg Institute [poi: Leiden, E. J. Brill], 1963-1992.

Mazzatinti 1887 = Giuseppe Mazzatinti, Appendice all'Inventario dei manoscritti italiani della Biblioteca Nazionale di Parigi, fa parte di Mazzatinti 1886-1888 (vol. II).

Mazzatinti 1897 = Giuseppe Mazzatinti, La biblioteca dei re d'Aragona in Napoli, Rocca San Casciano, L. Cappelli, 1897.

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