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Università del Salento, della Basilicata, di Catania,
di Torino, Scuola Normale Superiore di Pisa
Università del Salento, di Catania, di Napoli "L'Orientale",
di Salerno, Scuola Normale Superiore di Pisa
SALVIt - Studio, Archivio e Lessico dei Volgarizzamenti Italiani

De Iacobiti, Aurelio Simmaco da Tossicia

(Tossicia [Teramo, Italia], sec. XV - Napoli? [Italia], sec. XVI) [La biografia del personaggio, giureconsulto e umanista abruzzese legato alla corte del principe di Taranto Antonio del Balzo Orsini e operante a Napoli nel periodo aragonese, è largamente ignota. Alcuni dati sono deducibili indirettamente dal codice Paris BNF It. 1097 (cfr. qui stesso § Tradizione dell'opera 1. Tradizione diretta: manoscritti); altri dettagli in Marinucci 2001 e 2004, pp. 9-10 e DBI 62, pp. 1-2 (Passarelli). La forma del nome, «che varia ampiamente nelle fonti e negli studi» (Coluccia i.c.s.), segue Marinucci 2001, mentre DBI reca ad esponente "Iacobiti (Iacobucci)"]

Batracomiomachia abruzzese (redaz.)
(Altri titoli: Batrachominiomachia[inc.])

di Cristina Scarpino

Notizie generali

Riduzione in versi di:
Carlo Marsuppini, Batrachomyomachia (latino)

Datazione: 1456
Lingua/Dialetto: abruzzese
Tipologia testuale: poesia
Genere: narrativa: poesia eroicomica
Nota metrica: Riduzione in 624 versi suddivisi in ottave.
Incipit: Diva Elicona che sempre piatosa / esser solivi con quil sacro choro
Explicit: gloria di greci et gran miravilgia / de noi latini et d'ogni altra familgia
Per il quadro completo delle varianti degli incipit vd. Tradizione diretta: manoscritti e Tradizione diretta: edizioni antiche.

© Copyright: Cristina Scarpino 2007
La scheda è stata pubblicata il 31-12-2007; la data presente in calce si riferisce esclusivamente all’ultimo aggiornamento.


Tradizione dell'opera   (breve / estesa)
Tradizione diretta: manoscritti (1)
1. Paris (Francia), Bibliothèque Nationale de France, Italien, 1097 = Paris BNF It. 1097

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Storia della tradizione

Il rimaneggiamento abruzzese della Batracomiomachia operato da Aurelio Simmaco de Iacobiti nel 1456 è, allo stato attuale delle ricerche, la prima versione volgare del poemetto greco; precede infatti di 14 anni la traduzione in terza rima del veronese Giorgio Sommariva, datata 1470 e ritenuta a lungo la più antica, e di 18 anni l’editio princeps del testo pseudo-omerico, stampata a Brescia nel 1474 insieme alle traduzioni latine di Carlo Marsuppini.
La tradizione del testo è monotestimoniale, ma si inserisce all'interno della più complessa tradizione della Batracomiomachia pseudo-omerica e pone una serie di problemi relativi alla fonte utilizzata. I testimoni collegabili all’opera simmachea fanno capo a due famiglie diverse, relativamente indipendenti, etichettate dai filologi a ed l, tra le quali si colloca un certo numero di codici misti e interpolati. Il testo di Simmaco, «che non coincide con alcuno dei codici sinora in nostro possesso» (Marinucci 2001, p. 28), presuppone un codice misto, basato sulla famiglia discendente da l, il cui rappresentante più antico è Fi BML Gr. 32.2, contaminato con la famiglia a. La Batracomiomachia abruzzese sembra pertanto aver seguito la stessa trafila delle due traduzioni latine (una esametrica e una interlineare) del Marsuppini (la tesi, sostenuta da Marinucci 2001, pp. 25-28, è però messa in discussione da Condello 2004).
Simmaco dunque traduce la Batracomiomachia non direttamente dalla fonte greca, ma attraverso la mediazione di queste traduzioni latine, pubblicate nel 1474, sebbene redatte in precedenza (nel 1429 secondo Condello 2004) e quindi già note all’umanista abruzzese (sul percorso seguito per giungere a Napoli dalla copia ancora non pubblicata, spedita da Marsuppini a Giovanni Marrasio, cfr. Marinucci 2001, pp. 30-31, e, in questa stessa banca dati, Carlo Marsuppini, Batrachomyomachia).
La mancata coincidenza della versione simmachea con i codici conosciuti si giustificherebbe, a detta dell’editore, con la scelta del Simmaco di utilizzare come fonte il testo latino esametrico del Marsuppini e di inserire occasionalmente passi mutuati dalla traduzione interlineare dello stesso.
Un altro elemento addotto da Marinucci 2001, p. 31, a supporto della dipendenza di Simmaco da Marsuppini è la paternità dell’opera. Nei versi finali (vv. 592-616) l’umanista abruzzese rivendica l’autorità di Omero, contro il parere di Plutarco, adducendo gli stessi argomenti impiegati dal Marsuppini nell’Epistola dedicatoria anteposta alla Batracomiomachia inviata a Marrasio.
Dal punto di vista linguistico la Batracomiomachia abruzzese è un testimone della transizione tra i volgari regionali e l’italiano letterario nel periodo umanistico-rinascimentale: l’autore non sembra orientato alla ricerca di un modello linguistico preciso e impiega una lingua quasi artificiale, in cui elementi dell’originario volgare abruzzese si intrecciano con elementi settentrionali, meridionali e toscani, e soprattutto con espressioni latineggianti e calchi danteschi e virgiliani.

Il committente dell’opera è il gallipolino Jachecto Maglabeto, dignitario del principe di Taranto Antonio del Balzo Orsini poi caduto in disgrazia, sul quale riferisce in più d’una occasione Rosario Coluccia (si vedano, ad esempio,  Coluccia 1992, pp. 264-267, Coluccia 1992a, pp. 694-695, Coluccia 1993, pp. 539-541; da ultimo, Coluccia i.c.s.; qui stesso, si veda la descrizione del ms. Paris BNF It. 1097).

Sul titolo originale dell'opera rimaneggiata cfr. Omero (pseudo), Batracomiomachia.

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Bibliografia
Edizione/i di riferimento
Marinucci 2001 = Marcello Marinucci, Batracomiomachia. Volgarizzamento del 1456 di Aurelio Simmaco de Iacobiti, Padova, Esedra, 2001.

Altre edizioni
Giordano 1999 = Emanuele Antonio Giordano, Echi della tradizione omerica in Italia meridionale nel xv secolo: la Batracomiomachia in ottave di Aurelio De Jacobictis da Tussicia, in «Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia (Università degli Studi della Basilicata)» 9 (1999), pp. 151-174. 

Edizione/i di riferimento delle opere collegate
Glei 1984 = Reinhold F. Glei, Die Batrachomyomachie. Synoptische Edition und Kommentar, Frankfurt am Mein-Bern-New York-Nancy, Peter Lang, 1984.

Bibliografia filologica
Marinucci 2004 = Sexti Libri Publii Vergilii Maronis Aeneidos vulgari rhytmo traductio per Aureliun Simmacum de Jacobictis (a. 1456), a cura di Marcello Marinucci, Trieste, Università degli Studi di Trieste, Dipartimento di Scienze del Linguaggio, dell'Interpretazione e della Traduzione, 2004.

Altra bibliografia
Coluccia 1992 = Rosario Coluccia, Manifestazioni del pluringuismo e affermazione dell'italiano nella regione galatinese, in MR, 17 (1992), pp. 265-267.

Coluccia 1992a = Rosario Coluccia, La Puglia, in Bruni 1992, pp. 685-719. 

Condello 2004 = Federico Condello, Rec. a Marinucci 2004, «Bryn Mawr Classical Review» 10.13 (2004) [ed. elettronica; u. cons. dicembre 2007].

Croce 1953-1954 = Benedetto Croce, Aneddoti di varia letteratura, Bari, Laterza, 4 voll., 1953-1954 [seconda ed. con aggiunte, interamente riv. dall'autore].

Enciclopedie, repertori e cataloghi
DBI = Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 1962-.

De Marinis 1969 = Tammaro De Marinis, La biblioteca napoletana dei re d’Aragona. Supplemento, 2 voll., Verona, Valdonega, 1969.

Kristeller = Paul Oskar Kristeller, Iter Italicum: a finding list of uncatalogued or incompletely catalogued humanistic manus of the Renaissance in Italian and other libraries, 6 voll., London, the Warburg Institute [poi: Leiden, E. J. Brill], 1963-1992.

Mazzatinti 1887 = Giuseppe Mazzatinti, Appendice all'Inventario dei manoscritti italiani della Biblioteca Nazionale di Parigi, fa parte di Mazzatinti 1886-1888 (vol. II).

Mazzatinti 1897 = Giuseppe Mazzatinti, La biblioteca dei re d'Aragona in Napoli, Rocca San Casciano, L. Cappelli, 1897.

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