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Anonimo

(? - ?)

Fiorita abruzzese (redaz.)

di Cristina Scarpino

Notizie generali

Rimaneggiamento di:
Armannino da Bologna, Fiorita (toscano)

Datazione: 1325 post
Lingua/Dialetto: abruzzese
Tipologia testuale: prosa
Genere: narrativa (generale)

© Copyright: Cristina Scarpino 2007
La scheda è stata pubblicata il 31-12-2007; la data presente in calce si riferisce esclusivamente all’ultimo aggiornamento.


Tradizione dell'opera   (breve / estesa)
Tradizione diretta: manoscritti (1)
1. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Nuove Accessioni, 444 = Fi BNC N.A. 444

Indice della scheda


Storia della tradizione

L’opera è tramandata da Fi BNC N.A. 444, un codice che appartiene al gruppo delle "alterazioni" effettuate sul testo originale della Fiorita di Armannino
Secondo Medin 1919, p. 496, che riprende Parodi 1887, l'originale di Armannino è tramandato dai seguenti tre codici fiorentini: Fi BML LXII 12, Fi BML LXXXIX inf. 50 e Fi BNC Magl. II III 139. Alterazioni e rimaneggiamenti della Fiorita originale si hanno a partire dalla metà del secolo XIV: in particolare, le prime coinvolgono la parte del testo che precede le storie romane, i secondi la parte successiva. 
Le alterazioni si riscontrano in altri due codici fiorentini: Fi BML Gadd. rel. 95 e Fi BNC Magl. II III 136, nel quale è contenuto anche il rimaneggiamento effettuato da Niccolò di Bettino Covoni sulla base del Romuleon di Benvenuto da Imola, antico commentatore della Divina commedia (cfr. la scheda della Fiorita originale).
I cinque codici "fiorentini" qui menzionati, cioè i tre che tramandano il testo originario di Armannino e gli altri due che contengono le alterazioni, rappresentano un gruppo unico con il secondo blocco che deriva dal primo, «a meno che non procedano entrambi da un'unica fonte già alterata» (Medin 1919, p. 496). A questo secondo blocco appartiene anche Fi BNC N.A. 444  e, come gli altri due codici al quale è associato, è assai vicino al testo originale per quanto riguarda il nucleo primitivo dell'opera ma, al contrario di questi, se ne differenza sia per la struttura sia per il contenuto. Si veda, ad esempio, l’inserzione di un Lamento di Ettore in ottava rima dopo il “conto” 17 e di alcuni capitoli dell'opera di Giovanni Villani, seguita dalla Cronaca vera e propria (quella cioè registrata nell’indice delle rubriche), che va da Costantino al 1268.
La peculiarità della redazione abruzzese consiste proprio nell’inserzione di una cospicua parte della Cronaca del Villani, con voluta esclusione dei capitoli dedicati alle vicende toscane, e nell’aggiunta della vicende riguardanti la casa di Svevia, in cui sono frammiste anche due caratteristiche leggende meridionali (quella di "Nicola Pesce" e quella della "Prolifica donna aquilana").
Entrambi questi elementi confermerebbero, a detta di Medin 1919, p. 491, la non toscanità del "guelfissimo redattore" dell'opera. Un'altra ragione per cui andrebbe esclusa l'origine toscana del compilatore della redazione abruzzese originale, dalla quale deriva questa copia, è la presenza di fenomeni metafonetici e di altri tratti linguistici abruzzesi. 

Una Fiorita d’Italia che giunge sino al 1268 è segnalata già in Tiraboschi 1789, p. 408. Non si può affermare con certezza che il testo cui allude il Traboschi sia quello tramandato da Fi BNC N.A. 444 oppure quello tramandato da Paris BNF It. 6. Quest'ultimo contiene una versione chietina della Fiorita, anche questa ferma al 1268, ma maggiormente marcata in senso locale rispetto alla redazione abruzzese, che pertanto sembrerebbe riprodurre più fedelmente di quella chietina l'originale redazione abruzzese, più vicina al testo toscano (cfr. lo schema riprodotto in Anonimo, Fiorita chietina, § Storia della tradizione).

La Fiorita “abruzzese” è il rifacimento di un perduto testo abruzzese che prosegue la Fiorita di Armannino da Bologna fino al 1268: l’arco cronologico originario si amplia dunque sino alle vicende degli ultimi Svevi e, a differenza dell’originale, non contiene 33 bensì 47 “conti” (chiamati “commenti” nel rubricario): 45 + il 29 e il 37 ripetuti. Rispetto al testo del giudice bolognese, che si ferma alla storia greca e romana, la redazione abruzzese estende l’arco cronologico alla storia medievale d’Italia raccontata dal Villani, escludendone però i riferimenti alla Toscana. Tra le altre fonti, alcune di materia storica, altre di materia romanzesca, Medin 1919 individua anche il Chronicon di Pipino.

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Bibliografia
Edizione/i di riferimento
Medin 1919 = Antonio Medin, Una redazione abruzzese della "Fiorita" di Armannino, Atti del reale Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti. Anno accademico 1917-18, Tomo LXXVII, parte II, pp. 485-547.
Edizione parziale (cc. 66r, 74r, 91r, 95r, 98r, 99r, 102r, 103r, 113r, 133v, 136r).

Bibliografia filologica
Parodi 1887 = Ernesto Giacomo Parodi, I rifacimenti e le traduzioni italiane dell'Eneide di Virgilio prima del Rinascimento, in SFI, II (1887), pp. 97-368.

Altra bibliografia
Tiraboschi 1789 = Girolamo Tiraboschi, Dall'anno 1300 fino all'anno 1400, Modena, presso la Societa tipografica, 1789 (volume V), in id., Storia della letteratura italiana del cavaliere abate Girolamo Tiraboschi Consigliere di S. A. S. Il Signor Duca di Modena Presidente della Ducal Biblioteca, e della Galleria delle Medaglie, e Professore Onorario nell'Università della stessa Città. Seconda edizione modenese riveduta, corretta ed accresciuta dall'autore, Modena, presso la Societa tipografica, 1787-1794, 16 voll. [1a edizione: Modena, 1772-1782].

Enciclopedie, repertori e cataloghi
TLIO = Tesoro della lingua italiana delle origini, diretto da Pietro G. Beltrami, Firenze, Istituto CNR «Opera del Vocabolario Italiano» (http://tlio.ovi.cnr.it/TLIO).

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