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Marsuppini, Carlo (Carlo Aretino; Carolus Marsuppinus Aretinus)

(Genova [Italia], 1398/1399 - Firenze [Italia], 1453) [Oltre alla Batracomiomachia, traduce, non molto prima della morte e su invito di Niccolò V, il libro I e le orazioni del libro IX dell'Iliade (cfr. LIEGli Autori, II, p. 1154, e Rocco 2000)]

Batrachomyomachia

di Cristina Scarpino

Notizie generali

Traduzione di:
Omero, Batracomiomachia (greco)

Riduzioni in versi:
Aurelio Simmaco De Iacobiti da Tossicia, Batracomiomachia abruzzese (abruzzese)

Datazione: sec. XV
Lingua/Dialetto: latino
Tipologia testuale: poesia
Genere: narrativa: poesia eroicomica
Nota metrica: Versione latina in esametri del poemetto pseudo-omerico.

 

© Copyright: Cristina Scarpino 2007
La scheda è stata pubblicata il 31-12-2007; la data presente in calce si riferisce esclusivamente all’ultimo aggiornamento.

 

Possibile fonte della traduzione latina della Batrachomiomachia operata dal Marsuppini - che l'EBU data al 1429, è, a detta di Marinucci 2001, pp. 25-26 (che per probabile refuso reca 33,3 nella segnatura) il ms. Fi BML Gr. 32.3, rappresentante più antico (XI-XII secolo) della famiglia l, che, insieme alla a, costituisce uno dei due nuclei appartenenti alla tradizione manoscritta della Batracomiomachia "originale" (cfr. anche le osservazioni contenute in Batracomiomachia abruzzese, § Storia della Tradizione). Per Fabbri 1991 alla base della traduzione latina del Marsuppini ci sarebbe invece il codice Fi BML Gr. 31.20 (cfr. Condello 2004).
L’incunabolo del 1474* contiene sia la versione latina esametrica sia il testo greco con traduzione latina interlineare. Le due versioni non coincidono; sembrerebbe pertanto che il Marsuppini si sia servito di due codici diversi, entrambi appartenenti alla famiglia l della tradizione manoscritta, ma diversamente contaminati con un codice della famiglia a, esattamente come avviene per la versione del Simmaco. Prima ancora di essere pubblicate, le traduzioni latine di Marsuppini potrebbero aver circolato a Napoli, dove è attivo anche l'umanista abruzzese: è certo che il Marsuppini ne invia copia a Giovanni Marrasio nel periodo in cui questi opera a Siena in stretto contatto con Leonardo Bruni e con il Panormita, umanisti che frequentano anche la corte aragonese (cfr. Marinucci 2001, pp. 29-30; sull'attività traduttoria della corte aragonese di Napoli ha scritto in più occasioni Rosario Coluccia; cfr. - da ultimo - Coluccia i.c.s.).


* Questa stampa tramanda anche la lettera di Marsuppini a Giovanni Marrasio ed è catalogata in Incunabula. The printing revolution in Europe, 1455-1500. Full-text Incunabula on microfiche, editor-in-chief Lotte Hellinga, Reading, Research publications, 1992-, Index of Authors, s. v. Aristoteles, Fiche PH 21: “Carolus  (Marsuppinus) Aretinus, Epistola ad Marrasium Siculum, Cologne, Arnold Ther Hoernen, about 1475”; quello che contiene la Batrachomyomachia è catalogato nella stessa opera, s.v. Homerus, Fiche: GK 48: “Batrachomyomachia [Greek and Latin]. Tr. Carolus Marsuppinus Aretinus, Brescia, Thomas Ferrandus, about 1474”. L’unica copia di questa stampa si conserva presso la John Rylands University Library of Manchester (cfr. Marinucci 2001, p. 29 n. 40).