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SALVIt - Studio, Archivio e Lessico dei Volgarizzamenti Italiani

Cola de Iennaro

(Napoli [Napoli, Italia] ?, 1479 ante - 1479 post) [Le uniche notizie biografiche su Cola de Iennaro si ricavano dai poscritti dei codici che tramandano le due opere a lui attribuibili: CV BAV Vat. lat. 10001 (Della natura del cavallo e sua nascita) e Paris BNF It. 447 (Secretum secretorum volgarizzato). Da essi si ricava che visse intorno al 1479, data in cui ultimò la trascrizione dei due manoscritti, e che probabilmente nacque a Napoli («Cola de Jennaro de Napulj» e «menjscalque jn Napullj»; cfr. rispettivamente Paris BNF It. 447, 81r 16-17 e CV BAV Vat. lat. 10001 72v 10-11); quest’ultima informazione sembrerebbe ricavarsi anche dal prologo di Paris BNF It. 447 («Cola de Jennaro de Napuli»; cfr. 4r 15)]

Secretum secretorum volgarizzato

di Carlo Marzano

Notizie generali

Traduzione di:
Aristotele, Secrets dels secrets (catalano)

Datazione: 1479
Lingua/Dialetto: napoletano
Tipologia testuale: prosa
Genere: medicina: igiene


Tradizione dell'opera   (breve / estesa)
Tradizione diretta: manoscritti (1)
1. Paris (Francia), Bibliothèque Nationale de France, Italien, 447 = Paris BNF It. 447

Indice della scheda


Storia della tradizione

Tutte le versioni conosciute del Secretum secretorum, una delle opere enciclopediche più diffuse nel Medioevo e fino all’epoca rinascimentale attribuita ad Aristotele (sarà Pico della Mirandola a dichiararlo apocrifo), risalgono ad un originale arabo, il Kitāb Sirr al-Asrār, la cui forma è quella di un’epistola che Aristotele invia al suo discepolo Alessandro Magno, impegnato nella conquista della Persia, per dargli consigli di natura politica, morale e igienica. Dal Kitāb Sirr al-Asrār è derivato il testo latino del quale si contano almeno 600 mss. (oltre a una quindicina di stampe elencate da Steele 1920, pp. XXX-XXXI) in due diverse versioni: quella “breve” attribuita generalmente a Giovanni di Siviglia, che nel 1130 compone l’opera per la regina Teresa di Spagna, e quella “lunga” tràdita sotto il nome di Filippo di Tripoli, che nel 1220 traduce l’opera dall’arabo in latino dedicandola al vescovo Guido di Tripoli (cfr., per la recensio degli apocrifi aristotelici, Schmitt–Knox 1985, pp. 54-76).
La fitta rete di scambi intellettuali tra la curia papale e la corte di Federico II nei primi decenni del XIII secolo e il prestigio di cui godono il filosofo greco Aristotele e il suo discepolo Alessandro Magno, ritenuto emblema del principe perfetto, portano ad una rapida e fortunata diffusione della versione latina (ridotta e integrale) del Secretum in Occidente e quindi in Europa, che riscuote successo soprattutto presso il pubblico delle corti, estimatore di trattatistica didattica e scientifica in volgare.
A partire dal Secretum latino si produce una lunga serie di traduzioni volgari diffuse nel dominio romanzo (italiano, catalano, castigliano, francese) e oltre (anglo-normanno, tedesco, olandese); peraltro sembra accertato che la prima traduzione in una lingua romanza, quella castigliana detta Poridat de las Poridades, datata al primo quarto del XIII secolo, sia stata eseguita attingendo non al testo latino ma ad un originale arabo o ebraico (Rapisarda 2001b, pp. 81-82).
Per quanto riguarda la tradizione italiana del Secretum, il primo studio è quello di Cecioni, che raccoglie otto mss. Lo studioso realizza una prima collazione tra i codici e poi tra questi e le edizioni a stampa, proponendo una distinzione delle varie versioni italiane in due principali redazioni (cfr. Cecioni 1889, pp. 72-102). Un quadro più aggiornato offre Rapisarda 2001b, pp. 85-86, che censisce 24 mss. italiani; elenco che comprende gli estratti di singole parti e i riassunti di varia lunghezza. Ovviamente indipendente (considerata la sostanziale giustapponibilità delle date) è la rassegna di Zinelli 2000, pp. 538-557 (a p. 551 citazione della versione di Cola de Jennaro) e quella di Milani 2001, pp. 215-253 (il quale individua ben 34 codici diversificati l’uno dall’altro, in quanto basati su modelli latini differenti, e fornisce le coordinate cronologiche e storico-culturali, anche su base linguistica, di ciascuno; in particolare, a p. 252 è riportato lo schema della tradizione italiana del Secretum). Lo studio più recente è quello di Zamuner 2005 che ha proposto una suddivisione della tradizione italiana del Secretum basata sugli studi di Zinelli 2000 e Milani 2001, integrati con le schede dei volgarizzamenti italiani del corpus TLIO curate da E. Artale (si veda la tabella a p. 94).
Tra le versioni italiane spicca quella napoletana realizzata da Cola de Jennaro, studiata e edita da Danese 2007. Prigioniero del re di Tunisi da 18 anni, il de Jennaro nel 1479 traduce l’opera dalla «lengua catalana» in «nostra lingua» (c. 4v, 12-13), vale a dire in volgare napoletano, per offrirla al suo sovrano Ferrante d’Aragona, dal quale spera di ottenere in cambio l’affrancamento dalla lunga prigionia (Rapisarda 2001b, p. 84; Perrone 2001, p. 354). La particolarità del volgarizzamento napoletano, conservato in codex unicum nel ms. italiano 447 della Biblioteca Nazionale di Parigi, risiede nella sua fonte: non un originale latino ma una versione catalana, quella conservata nel ms. 1474 della Biblioteca Nacional di Madrid (alle cc. 1-55r), del sec. XV [= Madrid BN 1474]. La dipendenza del testo napoletano da quello catalano è stata dimostrata da studi e confronti testuali effettuati già da Morel Fatio 1897 a fine ‘800 e recentemente da Franzese 1994 la quale ha individuato una serie di corrispondenze tra indici, titoli dei capitoli e testo e una serie di lacune comuni ai due codici.

 

 

© Copyright: Carlo Marzano 2007
La scheda è stata pubblicata il 31-12-2007; la data in calce si riferisce esclusivamente all’ultimo aggiornamento.

Una prima redazione della scheda è stata allestita per la sua tesi di laurea triennale da Sabrina Bini (tutore Marzano) e successivamente rielaborata per la pubblicazione in questa sede da Carlo Marzano.

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Bibliografia
Edizione/i di riferimento
Danese 2007 = Francesca Danese, Il Libro de regemento de signoria di Cola de Jennaro (1479), volgarizzamento dal catalano del Secretum secretorum. Edizione del testo, testualità, sintassi, Tesi di dottorato (XIX ciclo), Università di Roma "La Sapienza", 2007.

Edizione/i di riferimento delle opere collegate
Möller 1963 = Hiltgart von Hürnheim, Mittelhochdeutsche Prosaübersetzung des Secretum secretorum, herausgegeben von Reinhold Möller, deutsche Texte des Mittelalters herausgegeben von der Deutschen Akademie der Wissenschaften zu Berlin, Band LVI, Berlin, Akademie Verlag, 1963.

Edizioni significative delle opere collegate
Steele 1920 = [Pseudo Aristotele], Secretum secretorum, cum glossis et notulis, in «Opera hactenus inedita Rogeri Baconi», vol. V, a cura di Robert Steele, Oxford, Clarendon Press, 1920.

Bibliografia filologica
Berisso 2001 = Marco Berisso, recensione a Zinelli 2000, in RLI, 2001, 1, pp. 129-130.

Cecioni 1889 = Giorgio Cecioni, Il Secretum secretorum attribuito ad Aristotele e le sue redazioni volgari, in Prop, n.s., II (1889), pp. 72-102.

Coluccia 1994 = Rosario Coluccia, Il volgare nel Mezzogiorno, in SLIE III (1994), pp. 373-405.

De Blasi-Vàrvaro 1988 = Nicola De Blasi–Alberto Vàrvaro, Napoli e l’Italia meridionale, in LIE VII, Storia e geografia, II. L’età moderna, Torino, Einaudi, 1988, pp. 235-325.

Franzese 1994 = Rosa Franzese, Una traduzione napoletana del Secretum catalano, in Romero-Arqués 1994, pp. 127-143.

Gonelli 1993 = Lida Maria Gonelli, Edizioni di testi meridionali antichi dall’Unità al 1914, in Trovato 1993, pp. 375-547.

Migliorini-Folena 1953 = Bruno Migliorini - Gianfranco Folena, Testi non toscani del Quattrocento, Modena, Società Tipografica Modenese, 1953.

Milani 2001 = Matteo Milani, La tradizione italiana del “Secretum Secretorum”, in «La parola del testo», V, 2 (2001), pp. 209-253.

Morel Fatio 1897 = Alfred Morel Fatio, Version napolitaine d’un texte catalan du «Secretum secretorum», in Romania, XXVI (1897), pp. 74-82.

Perrone 2001 = Giuseppina Perrone, Il volgarizzamento del Secretum Secretorum di Cola de Jennaro (1479), in Gualdo 2001, pp. 353-358.

Petrucci A. 1988 = Armando Petrucci, Storia e geografia delle culture scritte (dal secolo XI al secolo XVIII), in LIE, VII, 2.2 Storia e Geografia. L’età moderna, 1988, pp. 1193-1292.

Rapisarda 2001a = Stefano Rapisarda, Appunti sulla circolazione del Secretum secretorum in Italia, in Gualdo 2001, pp. 77-97.

Schmitt–Knox 1985 = Charles B. Schmitt–Dilwyn Knox, Pseudo-Aristoteles Latinus. A Guide to Latin Works Falsely Attributed to Aristotle Before 1500, London, Warburg Institute, 1985.

Zamuner 2002 = Ilaria Zamuner, recensione a Zinelli 2000, in «Critica del testo», V, 3 (2002), pp. 891-893.

Zamuner 2002a = Ilaria Zamuner, recensione a Milani 2001, in «Critica del testo», V, 3 (2002), pp. 893-894.

Zamuner 2005 = Ilaria Zamuner, La tradizione romanza del Secretum secretorum pseudoaristotelico. Regesto delle versioni e dei manoscritti, in SM, serie III, 46 (2005), pp. 31-116.

Zinelli 2000 = Fabio Zinelli, Ancora un monumento dell’antico aretino e sulla tradizione italiana del "Secretum Secretorum", in Becherucci-Giusti-Tonelli 2000, pp. 509-561.

Enciclopedie, repertori e cataloghi
TLIO = Tesoro della lingua italiana delle origini, diretto da Pietro G. Beltrami, Firenze, Istituto CNR «Opera del Vocabolario Italiano» (http://tlio.ovi.cnr.it/TLIO).

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