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SALVIt - Studio, Archivio e Lessico dei Volgarizzamenti Italiani

Anonimo

(? - ?)

Bagni di Pozzuoli (prima redazione) (redaz.)

di Antonio Montinaro

Notizie generali

Volgarizzamento di:
Pietro da Eboli, De Balneis Puteolanis (latino)

Datazione: 1290/1310
Lingua/Dialetto: napoletano
Tipologia testuale: poesia
Genere: letteratura: didattica
Nota metrica: Agli epigrammi latini corrispondono altrettante sezioni di tre strofi ciascuna: ogni strofe è formata da una fronte di quattro alessandrini monorimi col primo emistichio sdrucciolo e una sirma di due endecasillabi rimati. Quattro sezioni volgari (a cc. 23v, 29v, 31v e 47v), inclusa la traduzione della dedica all’imperatore, hanno due sole strofi invece di tre.
Incipit: Lu primo bangno dicese  Sudaturu per nomu
Explicit: Vate in Agusto, povero    may non vide civelli: / Recordete de me de tal consigllo / Ch’eo possa scrivere l’acte de to figllo
Per il quadro completo delle varianti degli incipit vd. Tradizione diretta: manoscritti e Tradizione diretta: edizioni antiche.


Tradizione dell'opera   (breve / estesa)
Tradizione diretta: manoscritti (1)
1. Città del Vaticano (Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Rossiano, 379 = CV BAV Ross. 379

Indice della scheda


Storia della tradizione

   Con il titolo Bagni di Pozzuoli si intende tradizionalmente l’anonimo volgarizzamento metrico in dialetto napoletano del De Balneis Puteolanis, opera tradizionalmente attribuita (a partire da Huillard-Bréholles 1852, pp. 334-344) a Pietro da Eboli, autore forse identificabile con un «magister P. Ansolinus», nato nel 1160 a Eboli (oggi in provincia di Salerno), letterato e poeta sostenitore dell’imperatore Enrico VI (cfr. LIE, Gli Autori. Dizionario bio-bibliografico e Indici, II, p. 1398). Sulla data di morte di Pietro da Eboli vi sono opinioni discordanti: LIE, Gli autori. Dizionario bio-bibliografico e Indici, ibidem, colloca la data di morte prima del 1220, mentre Maddalo 2003, p. 30 colloca al 1221 «la morte dell’autore, testimoniata da un documento [...] in cui sono enumerati i benefici che Enrico VI aveva assegnato al poeta e letterato di corte». Sempre Maddalo 2003, ibidem, ritiene che la scrittura del De Balneis sia avvenuta fra gli anni 1211 e 1221 (Huillard-Bréholles 1852, p. 344 colloca la stesura dell'opera fra il 1212 e il 1221), giudicando possibile circoscrivere «la data di stesura del poemetto, o quantomeno il suo compimento», al secondo dei due termini cronologici, e in particolare al 1220. I De Balneis sono stati anche variamente attribuiti attraverso i secoli al siracusano Alcadino (cfr. Huillard-Bréholles 1852, pp. 336-337 e Rialdi-Obinu 1967), al fisico Eustasio da Matera (cfr. Huillard-Bréholles 1852 pp. 336-337), a Gervasio di Tilbury e ad Arnaldo da Villanova, che Maddalo 2003, p. 56 ritiene, invece, il possibile «responsabile di una revisione e di un ampliamento dell’opera» (cfr. anche ead., p. 23, n. 2).

   Il poemetto latino è tramandato da numerosi mss. (22 codd., 12 dei quali miniati; per l’elenco completo cfr. Petrucci L. 1973, pp. 233-235) ed edizioni a stampa (cfr. Maddalo 2003, p. 33, che rimanda a Kauffmann 1959, pp. 21-23) ed è stato fatto oggetto di innumerevoli rifacimenti, sia latini che volgari (fra questi, oltre a quelli in napoletano, si annovera anche un volgarizzamento in francese, tramandato dal ms. fr. 1313 della Bibliothèque Nationale di Parigi, per il quale cfr. Delcorno 1999 e Maddalo 2003, p. 34 e pp. 41-42). L’opera latina, nonostante le oscillazioni riscontrabili nei testimoni, si ritiene comunemente composta da 37 epigrammi di sei distici elegiaci ciascuno (Maddalo 2003, p. 30 osserva che solo un componimento, il balneum Sulfutara, è in esametri): il primo funge da proemio, l’ultimo da dedica all’imperatore (non c’è certezza sulla sua identità: alcuni ritengono che vada identificato con Enrico VI, altri con suo figlio Federico II; su questo problema cfr. Maddalo 2003, pp. 25-27, la quale propende per Federico II, e – per una disamina delle differenti posizioni assunte dagli studiosi – Casale 1972, pp. 133-134, n. 1), mentre gli altri 35 descrivono «fonti termali localizzate nel golfo di Pozzuoli, tra Posillipo e Baia» (Petrucci L. 1973, p. 215).

   Sulla eventuale fonte (o fonti) di Pietro da Eboli si registrano opinioni discordanti. Pelaez 1928, p. 53 la individua in Oribasio, mentre Petrucci L. 1973, p. 221, n. 25 – riprendendo Kauffmann 1959, p. 19 – sostiene che il rapporto fra l’opera del medico greco e quella di Pietro da Eboli sia piuttosto vago, benché la rubrica iniziale del De Balneis in CV BAV Ross. 379 e in altri codici faccia riferimento esplicito al decimo libro dei Collectanea: Oribasio illustra le proprietà dei vari tipi di acqua senza alcun riferimento ai bagni flegrei, Pietro da Eboli, al contrario, indica le virtù dei bagni senza soffermarsi sulle differenti varietà d’acqua. Stando, invece, ad una proposta avanzata da Giacosa 1905-1906, pp. 545-549 (ripresa da Petrucci L. 1979, pp. 101-102 e D’Amato 1975, ma non accettata da Kauffmann 1959, pp. 19-20) «il De balneis Puteolanis di Pietro da Eboli avrebbe come fonte diretta i Balnea Puteolana, un’operetta risalente forse al secolo XII, scritta da un Johannes medicus Gregorii medici filius e tramandata da un codice duecentesco della Biblioteca Angelica di Roma, il ms. 1502» (Maddalo 2003, p. 23, n. 1).
   Un’auctoritas citata esplicitamente nel De balneis (nel bagno della Spelunca) è Galeno (cfr. Maddalo 2003, p. 28). Da CV BAV Ross. 379, vv. 217 e Na Na BN XIII C 37, vv. 199-200 si ricava una fonte di Pietro da Eboli: Plinio, Naturalis Historia, XXXI, 2 (cfr. Petrucci L. 1973, p. 236, n. 62; Pèrcopo 1886, pp. 653-654, n.; Pelaez 1928, p. 103, n. 248). Huillard-Bréholles 1852, p. 344 ritiene che si rinvengano reminiscenze di Virgilio e Ovidio.

   Il volgarizzamento metrico in napoletano è tramandato da due redazioni differenti fra loro, conservate in due distinti mss., rispettivamente CV BAV Ross. 379Na BN XIII C 37. Sebbene fra gli studiosi si registrino opinioni discordanti (cfr. sotto), si può affermare con un largo margine di sicurezza che CV BAV Ross. 379 tramandi la prima redazione del volgarizzamento, mentre Na BN XIII C 37 trasmetta la seconda (per questa redazione si rimanda a Anonimo: Bagni di Pozzuoli [seconda redazione]).

   CV BAV Ross. 379 tramanda nella prima parte il De Balneis Puteolanis (cc. 2r-11r), mentre nella seconda (12r-48r) il testo volgare dei Bagni di Pozzuoli e le illustrazioni. In questo ms., come anche in Na BN XIII C 37, agli epigrammi latini corrispondono altrettante sezioni di tre strofi ciascuna: ogni strofe è formata da una fronte di quattro alessandrini monorimi col primo emistichio sdrucciolo e una sirma di due endecasillabi rimati. In CV BAV Ross. 379, però, quattro sezioni volgari (a cc. 23v, 29v, 31v e 47v), inclusa la traduzione della dedica all’imperatore, hanno due sole strofi invece di tre.
   La datazione di CV BAV Ross. 379 è discussa, anche perché le indicazioni paleografiche sembrerebbero divergere da quelle basate sulle illustrazioni (cfr. Petrucci L. 1973, p. 221). Le prime farebbero propendere per i primi decenni del sec. XIV (ibidem, p. 221, n. 26 riporta il referto paleografico di Armando Petrucci), mentre le seconde porterebbero al terzo quarto dello stesso secolo (cfr. ibidem, p. 221, il quale cita Kauffmann 1959, p. 75 e Degenhart-Schmitt 1968, I, I, p. 158; riguardo le ipotesi di datazione basate sulle illustrazioni, è utile rammentare la cautela espressa da Kauffmann 1959, p. 75: «it would be hazardous to attempt any precise dating, on stylistic grounds alone, of manus in this crude, “popular”, fourteenth-century Neapolitan style»); Sabatini 1996a [1971], pp. 410-411 ritiene che per la prima redazione dei Bagni non si possa «andar più indietro della fine del Duecento, mentre nulla vieta che si scenda anche ai primi lustri del Trecento»; dello stesso parere Segre 1968-1970, I, p. 144, il quale fa risalire la prima redazione «alla fine del sec. XIII o ai primi del XIV»; TLIO, Bibliografia dei citati colloca il codice fra il 1290 e il 1310 circa. Petrucci L. 1973, pp. 244-248 suggerisce l’ipotesi di una stratificazione di CV BAV Ross. 379, argomentandola con osservazioni di ordine strutturale (disposizione delle sezioni dedicate ai bagni e componente metrica) e linguistico: il ms. sarebbe opera di due (o più) volgarizzatori e di un revisore (che potrebbe coincidere anche con uno dei volgarizzatori), cui si dovrebbe la partizione finale del testo.
   L’edizione di riferimento del ms. è Pelaez 1928, cui Petrucci L. 1973, pp. 225-227 riconosce il merito di aver fatto conoscere il codice ai filologi e il difetto di infedeltà al ms. (si registrano errori di trascrizione e interventi editoriali non segnalati al lettore, per i quali cfr. ibidem).

   Sul rapporto fra CV BAV Ross. 379 e Na BN XIII C 37 sono state espresse opinioni discordanti. Pelaez 1928, pp. 83-84 ritiene che Na BN XIII C 37 sia posteriore al cod. rossiano, adducendo come argomentazione il colorito meno dialettale (dato condiviso ampiamente dagli studiosi), la regolarizzazione delle quattro sezioni volgari recanti due sole strofi invece di tre e la sostituzione del volgarizzamento della dedica con l’«Inno alla città di Napoli» (per questi dati cfr. anche Anonimo: Bagni di Pozzuoli [seconda redazione]). L’autore, inoltre, ritiene che, sebbene manchino «prove per affermarlo con sicurezza», «le due redazioni sono verosimilmente da attribuirsi ad uno stesso autore» e che «tutto (...) fa credere che R (CV BAV Ross. 379) rappresenti come il primo abbozzo del volgarizzamento, nel quale per una qualsiasi ragione che a noi sfugge, rimasero metricamente incompleti oltre la dedica» (ibidem) anche tre epigrammi (questa ipotesi «non è» ritenuta «convincente» da Sabatini 1996a [1971], p. 421, n. 24). Spadaccini 1929, p. 22 suppone, invece, l’esistenza di due distinti rielaboratori di un unico archetipo; accoglie questa ipotesi Altamura 1949, pp. 35-36 (per questo testo, cfr. Anonimo: Bagni di Pozzuoli [seconda redazione]). Si rammenti, inoltre, la proposta (esposta sopra) avanzata da Petrucci L. 1973 sull’intervento di due (o più) volgarizzatori e di un revisore per CV BAV Ross. 379. Sul rapporto fra quest’ultimo ms. e Na BN XIII C 37, Petrucci L. 1973, p. 248 ritiene che l’autore di Na BN XIII C 37 abbia rivisto il ms. rossiano avendo sott’occhio il testo latino, abbia tentato di ottenere un’esposizione più serrata eliminando tutto ciò che in CV BAV Ross. 379 poteva apparire poco chiaro o superfluo e abbia attuato degli interventi in alcuni punti per smorzare il colorito dialettale del codice vaticano; riguardo il testo usato per il rifacimento, lo studioso afferma che l’autore di Na BN XIII C 37 ha usato un testo sicuramente affine, anche se molto probabilmente non identico, a CV BAV Ross. 379. Dal punto di vista meramente linguistico, si può concludere, perciò, che la seconda redazione del De Balneis «mostra l’aspirazione toscaneggiante del rimaneggiatore» (Coluccia 1994, p. 379), sebbene il tipo napoletano, «benché sottoposto a una notevole tensione, costituisca ancora il tessuto connettivo della lingua del poemetto» (Sabatini 1975, p. 123, citato in Coluccia 1994, p. 379).
   Una caratteristica che accomuna CV BAV Ross. 379 e Na BN XIII C 37 è l’identica successione dei componimenti volgari che descrivono le 35 fonti termali; questo ordine corrisponde a quello degli epigrammi latini tramandati dagli stessi codici, ma non trova corrispondenza in nessun altro ms. che ha trasmesso il De Balneis.
   Si registrano alcuni tentativi di definizione dello stemma codicum del De Balneis. Kauffmann 1959 (il grafico è a p. 36), basando la sua analisi quasi esclusivamente su un esame comparativo dell’apparato illustrativo dei mss., propone uno stemma articolato in quattro rami (cfr. anche Maddalo 2003, p. 41 [da correggere un refuso relativo allo stemma proposto da Kauffmann 1959: esso compare, come già segnalato, a p. 36 e non a p. 3]). Petrucci L. 1973, pp. 233-239 (il grafico è alle pp. 238-239) individua tre rami γ, β e α, quest’ultimo bipartito in α’ e α’’, da cui (per l’esattezza α’’) discenderebbero CV BAV Ross. 379 e Na BN XIII C 37. Maddalo 2003, pp. 36-37 n. 50 ritiene questo stemma non esaustivo, poiché basato «su basi esclusivamente filologiche e senza tenere conto del corredo iconografico degli esemplari illustrati»; inoltre, continua, non prendendo in considerazione «l’apografo angelicano» (Roma, Biblioteca Angelica, 1474), «a causa del suo stato lacunoso e incompleto», si priva «la ricostruzione della tradizione dell’opera di un tassello fondamentale e insostituibile». Ead., p. 41 ritiene che in linea di massima si possa organizzare lo stemma in tre rami principali (di cui i rappresentanti più significativi sono, rispettivamente, il cod. angelicano, che rappresenterebbe l’apografo e i codd. 135 della biblioteca Bodmeriana di Cologny e CV BAV Ross. 379 che, invece, deriverebbero da un testimone intermedio), pur precisando che «è difficile [...] tracciare uno stemma completo della tradizione testuale e insieme figurativa dell’opera, quando i testimoni superstiti sono cronologicamente distanti dall’unico esemplare di ‘prima generazione’ sopravvissuto, il manoscritto angelicano» (p. 35).

   Per la ricostruzione della situazione testuale dei Anonimo: Bagni di Pozzuoli (prima redazione) ci si è avvalsi di Petrucci L. 1973, passim, con le integrazioni ricavate dai testi citati nella scheda.

Indice della scheda


Bibliografia
Edizione/i di riferimento
Pelaez 1928 = Mario Pelaez, Un nuovo testo dei Bagni di Pozzuoli in volgare napoletano, in SR, XIX (1928), pp. 47-134.

Altre edizioni
Altamura 1949 = Testi napoletani dei secoli XIII e XIV. Con introduzione, note linguistiche e glossario a cura di Antonio Altamura, Napoli, Perrella, 1949.

Bibliografia filologica
Casale 1972 = Olga Casale, Per l'edizione dei volgarizzamenti e dei rifacimenti del «De Balneis Terrae Laboris» di Pietro da Eboli. (Un primo esame dei codici), in «Annali della Facoltà di Magistero - Lecce», I (1970-1971, ma edito nel 1972), pp. 131-147.

D'Amato 1975 = Jean Marie D’Amato, Prolegomena to a Critical Edition of the Illustrated Medieval Poem "De balneis Terre Laboris" by Peter of Eboli (Petrus de Ebulo), The Johns Hopkins University, Ph.D., 1975.

Kauffmann 1959 = Claus Michael Kauffmann, The Baths of Pozzuoli. A Study of the Medieval Illuminations of Peter of Eboli’s Poem, Oxford, Bruno Cassirer, 1959.

Pèrcopo 1886 = Erasmo Pèrcopo, I Bagni di Pozzuoli. Poemetto napolitano del secolo XIV, in «Archivio storico per le province napoletane», XI (1886), pp. 597-750.

Petrucci L. 1973 = Livio Petrucci, Per una nuova edizione dei Bagni di Pozzuoli, in SMV, XXI (1973), pp. 215-260.

Spadaccini 1929 = Roberto Spadaccini, Un nuovo codice del poemetto "De Balneis Terrae Laboris" di P. D’Eboli (Bibl. Vat. Ross. 379), in «Bollettino flegreo di storia, di arte, di geofisica e di turismo della regione Flegrea», III (1929), pp. 18-24 [recensione a Pelaez 1928].

Altra bibliografia
Coluccia 1994 = Rosario Coluccia, Il volgare nel Mezzogiorno, in SLIE III (1994), pp. 373-405.

Delcorno G. 1999 = Giovanna Delcorno, Il volgarizzamento antico-francese del De balneis puteolanis di Eudes Richart de Normandie, in Lingua, rima, codici. Per una nuova edizione della poesia della Scuola siciliana. Atti della Giornata di Studio, Bologna, 24 giugno 1997. Con altri contributi di Filologia romanza, Bologna, Pàtron, 1999, Bologna, «Quaderni di Filologia Romanza della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna», 12-13, pp. 183-287.

Giacosa 1905-1906 = Piero Giacosa, Se Pietro [Ansolino] da Eboli possa considerarsi medico della Scuola di Salerno, in AAST, 41 (1905-1906), pp. 542-554.

Huillard-Bréholles 1852 = Jean Louis Alphonse Huillard-Bréholles, Notice sur le véritable auteur du poëme De Balneis Puteolanis, et sur une traduction française inédite du même poëme, in «Mémoires de la Société des Antiquaires de France», XXI (1852), pp. 334-353.

LIE = Letteratura italiana, diretta da Alberto Asor Rosa, Torino, Einaudi, 1982-2000.

Maddalo 2003 = Silvia Maddalo, Il De balneis Puteolanis di Pietro da Eboli. Realtà e simbolo nella tradizione figurata, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 2003.

Rialdi-Obinu 1967 = Giorgio Rialdi - Giovanni M. Obinu, Alcadino:“De Balneis Puteolanis” (XII secolo), in «Scientia veterum», 104 (1967), pp. 3-49.

Sabatini 1975 = Francesco Sabatini, Napoli angioina. Cultura e società, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1975.

Sabatini 1996a = Francesco Sabatini, Le origini della letteratura volgare napoletana: dal rifiuto dei Siciliani all’imitazione dei modelli centrali, in Omaggio a Camillo Guerrieri-Crocetti, Genova, Fratelli Bozzi, 1971, pp. 457-476, poi, con modifiche, in Francesco Sabatini, Italia linguistica delle Origini. Saggi editi dal 1956 al 1996 raccolti da Vittorio Coletti, Rosario Coluccia, Paolo D’Achille, Nicola De Blasi, Livio Petrucci, 2 voll., Lecce, Argo, 1996, pp. 401-423 (da cui si cita).

Segre 1968-1970 = Cesare Segre, Le forme e le tradizioni didattiche, in GRLMA, VI, I, pp. 58-145 e II, pp. 97-201.

TLIO = Tesoro della lingua italiana delle origini, diretto da Pietro G. Beltrami, Firenze, Istituto CNR «Opera del Vocabolario Italiano» (http://tlio.ovi.cnr.it/TLIO).

Enciclopedie, repertori e cataloghi
Degenhart-Schmitt 1968 = Bernhard Degenhart e Annegrit Schmitt, Corpus der italienischen Zeichnungen 1300-1450, 2 voll., Berlino, Gebr. Mann Verlag, 1968-1982.

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