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SALVIt - Studio, Archivio e Lessico dei Volgarizzamenti Italiani

Brancati, Giovanni

(Policastro [Salerno], sec. XV prima metà - ?, 1480 post)

Mulomedicina

di Antonio Montinaro

Notizie generali

Volgarizzamento di:
Publio Vegezio Renato, Mulomedicina (latino)

Datazione: 1476 circa
Lingua/Dialetto: napoletano
Tipologia testuale: prosa
Genere: veterinaria: mulomedicina
Incipit: Tavola de tucti remedij et medicamenti
Explicit: Da’ ad bevere la rasura de la yliemia / ad li cavalli et cany arrabiati et sananose
Per il quadro completo delle varianti degli incipit vd. Tradizione diretta: manoscritti e Tradizione diretta: edizioni antiche.


Tradizione dell'opera   (breve / estesa)
Tradizione diretta: manoscritti (1)
1. Città del Vaticano (Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Rossiano, 531 = CV BAV Ross. 531

Indice della scheda


Storia della tradizione
La Mulomedicina di Giovanni Brancati è il volgarizzamento (il primo da lui realizzato, cui seguiranno quelli della Storia naturale e della Vita e favole di Esopo) dell’omonima opera di ippiatria di Vegezio, autore sulla cui biografia vi sono notevoli discordanze: non c’è accordo sull’epoca in cui sarebbe vissuto e neppure sul suo stesso nome (vi è oscillazione fra Publius Vegetius Renatus, tramandato quasi concordemente dai mss. della Mulomedicina, e fra Flavius Vegetius Renatus, tramandato dai codd. dell’Epitome rei militaris, altra sua opera; sull’argomento cfr. Aprile 2001, p. 34, con n. 56 e Ortoleva 1996, p. 7, n. 1). L’opera, il cui titolo originale (ricostruito da id., p. 194), potrebbe essere stato Digesta artis mulomedicinalis, rappresenta una sintesi della manualistica latina ed è stata composta probabilmente tra la fine del sec. IV e l’inizio del V (Aprile 2001, p. 33). In questo testo «confluiscono in realtà due trattati diversi: quello in tre libri dedicato alla cura dei cavalli e un De curis boum epitoma, che probabilmente circola autonomamente prima di essere trascritto dopo il trattato sui cavalli e sui muli e di diventare così di fatto il quarto libro della Mulomedicina» (Aprile 2001, p. 34, il quale rimanda a Ortoleva 1996, p. 193). L’ed. critica della Mulomedicina di Vegezio  è stata curata da E. Lommatzsch (1903), ma risulta essere «obsoleta e inaffidabile» (Aprile 2001, p. 35); lo stesso metodo di lavoro e l’intero stemma codicum su cui si basa sono stati rimessi in discussione prima da Robles Gómez 1986 e poi da Ortoleva 1991, 1992a, 1992b, 1993, 1994, 1995, 1996. È in corso di preparazione l’ed. critica (con traduzione e commento) del primo libro, a cura di Vincenzo Ortoleva. Indicazioni bibliografiche sugli studi dedicati al trattato vegeziano sono fornite da Aprile 2001, p. 35, n. 59; a queste si aggiunga Ortoleva 2007 e Ortoleva in stampa. Una ricca bibliografia si legge anche sul sito internet di Vincenzo Ortoleva (http://www.webalice.it/ortoleva/bibliografia.htm).

   La Mulomedicina di Vegezio ebbe una notevole fortuna, testimoniata sia da numerosi testimoni manoscritti latini che da svariate traduzioni. La situazione editoriale del trattato vegeziano (ricostruita in Ortoleva 1996) e del relativo volgarizzamento brancatiano è illustrata da Aprile 2001, pp. 36-49, il quale a p. 36 riproduce lo stemma codicum proposto da Ortoleva 1996, p. 189.



   I codd. latini sono divisibili in tre gruppi: quelli che tramandano il trattato per intero, quelli che ne contengono un’epitome (Aprile 2001, p. 37, n. 70, riprendendo Ortoleva 1996, pp. 37-57, fornisce alcune indicazioni relative al rapporto fra tradizione maggiore e tradizione epitomata: la redazione maggiore, molto probabilmente, precede cronologicamente la redazione minore; è sicuro che entrambe risalgano alla tarda antichità; è improbabile che entrambe le versioni siano di paternità vegeziana) e quelli che ne tramandano solo alcuni frammenti. Ai nove codici utilizzati da Lommatzsch 1903 per la sua ed., vanno aggiunti altri testimoni portati alla luce successivamente. Rispettando la tripartizione appena introdotta, si riassume qui di seguito l’elenco dei manoscritti latini noti (si mantengono le sigle utilizzate da Aprile 2001).
   Codd. che tramandano interamente il trattato: Sangall. 908 (il più antico testimone noto), palinsesto, sec. VI, S (Lommatzsch 1903); Marc. lat. 7.24, sec. XIII, Ve (ibidem); Vat. lat. 4438, sec. XIV, A (ibidem); Goth. B 145 (già 175), copia del precedente, anno 1488, G (ibidem); Laur. lat. 45.19, sec. XIV, F (ibidem); Leid. Voss. lat. F. 71 (considerato il codex optimus), anno 1537, L (ibidem); 98-10 e 98-11 della Biblioteca della Cattedrale di Toledo, sec. XV, Y e T (Robles Gómez 1982); Royal 12 c. XXII (l’unico ms. che tramandi insieme la Mulomedicina e l’Epitome rei militaris), sec. XV, B (Ortoleva 1995); Magliab. Cl. XV, 39, della Biblioteca Nazionale, sec. XV, Q (id., 1993, 201, n. 25); Laur. lat. Gadd. 89 inf. 43, anno 1489, O (ibidem); 638 della Biblioteca Civica di Verona, sec. XVI, W (id., 1995, 180, n. 21).
   Codd. che tramandano la versione epitomata: Par. lat. 7017, sec. XIV, P (Lommatzsch 1903, che cita questo cod. con il numero 7018; per questa differenza di collocazione cfr. Ortoleva 1996, p. 11, n. 14); Laur. lat. 45.18, sec. XV, M (Lommatzsch 1903); Vindob. lat. 115, sec. XV, V (ibidem); Nov. Eborac. ex H.P. Kraus cat. 69 n. 72, sec. XV, N (Ortoleva 1991, p. 60 e id., 1992a); Dylta Bruk n. 3, collezione Åkerhielm (Svezia), anno 1441, U (ibidem).
   Codd. che tramandano solo alcuni frammenti: Colmar. fragm. n. 624, sec. IX, C (contiene frammenti del primo libro pubblicati da Bachoffner 1979); Vat. Reg. lat. 1010 (contiene alcuni excerpta dell’opera), sec. XIV, H (Ortoleva 1995, 179).

   I codd. che tramandano l'opera in volgare italoromanzo sono trentatré, raggruppabili in quattro filoni di traduzione: tv, r e R (si mantengono le sigle utilizzate da Aprile 2001, pp. 39-41).
   Il filone tramanda un anonimo volgarizzamento toscano, che Ortoleva 1993, p. 205 ritiene «una versione piuttosto approssimativa che tende a rendere più il senso che la lettera del dettato vegeziano». Esso si compone di 30 mss. Ai tre esaminati da Mazzini 1986-87 (Bologna, Biblioteca dell'Archiginnasio, A 1541, sec. XIV; A 1540, sec. XV; A 1542, sec. XIX), sono da aggiungere i sei segnalati da Lupis-Panuzio 1992, p. 25, n. 22 (Paris, Bibliothèque Nationale de France, It. 456 [già 7737], sec. XVI. Roma, Biblioteca Nazionale Centrale «Vittorio Emanuele II», 121-124, sec. XV. Siena, Biblioteca Comunale degli Intronati, L VII 13, 1485; I VII 9, sec. XV; L VI 14, sec. XV; L VI 13, sec. XV) e i ventuno codd. analizzati da Ortoleva 1993, pp. 199-200 e id., 1996, pp. 144-158 (Bologna, Biblioteca dell'Archiginnasio, A 1600, sec. XIX; A 1608, sec. XVI [contiene solo brevi lacerti dell'opera]; A 1615, sec. XVII [contiene solo brevi lacerti dell'opera]; A 1642, sec. XV. Bethesda [MD], National Library of Medicine, 72, sec. XVI. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Barb. lat. 3981, sec. XIV. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Biscion. 27, sec. XV; Acquisti e doni 73, sec. XV. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Pal. 482, sec. XV inizio; Pal. 569, sec. XIV; Pal. 1003, sec. XV-XVI; Magliab. XV,40, sec. XV; II.IV.117, sec. XV. Firenze, Biblioteca Riccardiana, 1643, sec. XV; 2300, sec. XIV. London, Wellcome Library, 788, 1460. Modena, Biblioteca Estense, α.s.9.16 [it. 1298], sec. XV-XVI. Paris, Bibliothèque Nationale de France, It. 452 [già It. 7246], sec. XVI. Parma, Biblioteca Palatina, 304, 1362. Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, It. III.31, sec. XV. Verona, Biblioteca Civica, it. 1221, sec. XVI; alcuni di questi codd. sono già segnalati in Lupis-Panuzio 1992, p. 25, n. 22). Il volgarizzamento t andrebbe inserito in «un punto assai vicino a ε nello stemma codicum vegeziano» (Ortoleva 1996, p. 153) e, «all'interno del ramo ε, il codice (comunque perduto) da cui il volgarizzamento è stato condotto sembra piuttosto vicino al codice F, a sua volta consistentemente contaminato con il ramo γ (quello epitomato)» (Aprile 2001, p. 40, che riprende Ortoleva 1996, p. 158).
   Il secondo filone di traduzione è rappresentato da un altro volgarizzamento anonimo toscano, v, tràdito unicamente dal cod. Vat. Urb. lat. 1343, del sec. XV (Aprile 2001, p. 40), il cui autore «doveva conoscere bene t, dal momento che ne riproduce la traduzione al prologo al primo libro. [...] I motivi poi che avrebbero indotto l'autore di v a rifare un volgarizzamento della Mulomedicina sarebbero da ricercarsi, ritengo, nella volontà di offrire una traduzione fedele e sistematica del trattato vegeziano che potesse sostiuire quella di t, in cui non mancano trasposizioni e – in alcuni manoscritti – vaste lacune» (Ortoleva 1993, p. 220, citato già da Aprile 2001, p. 40; per l'analisi di questo ms. cfr. Ortoleva 1993, pp. 215-220 e Ortoleva 1996, pp. 159-164). «Anche l'antigrafo di questo volgarizzamento si inserisce nel ramo ε collocandosi vicino al codice F, contaminato con γ» (Aprile 2001, p. 40).
   Anche il terzo filone di traduzione è rappresentato da un volgarizzamento toscano anonimo, r, tramandato (come v) da un unico codice, il Laur. Red. 120, del sec. XV (cfr. ibidem), per il quale cfr. Ortoleva 1993, p. 198, n. 7 e Ortoleva 1996, pp. 164-168). Questa versione, diversa rispetto a t e a v, sembrerebbe risalire a un antigrafo dello stesso ramo ε, ma non contaminato con γ; si tratterebbe, perciò di un codice simile a Ve (Ortoleva 1996, pp. 167-168 e Aprile 2001, p. 40).
   Il quarto filone di traduzione, R, è costituito dal volgarizzamento che qui si presenta, tramandato dal ms. CV BAV Ross. 531. Questa versione rappresenta l'unico volgarizzamento esistente del ramo γ della tradizione, quello epitomato, di cui fanno parte anche i codd. H, MN, P, U e V (Aprile 2001, pp. 37 e 41). Nessuno di questi mss., tuttavia, si può ritenere la fonte diretta della traduzione brancatiana, lasciando aperto il problema dell'antigrafo di CV BAV Ross. 531. «Sulla base di elementi esterni (l'indicizzazione dei capitoli del quarto libro e il posizionamento di tutti gli indici prima del prologo) e di convergenze nel testo (Ortoleva 1996: 178-85), la posizione di R [= CV BAV Ross. 531] all'interno del ramo γ va più precisamente a collocarsi verso il sub-ramo N(V)» (Aprile 2001, p. 41). Inoltre, considerando che «due dei codici, U e soprattutto N, fanno parte di collezioni private» e sono difficilmente consultabili, che «V, apografo del codice a cui R [= CV BAV Ross. 531] è più vicino, è inattendibile perché infedele», che «M non spiega R [= CV BAV Ross. 531] meglio di P (a cui peraltro è strettamente legato) se non in pochissimi casi» e che «H tramanda solo una porzione del trattato», «la conseguenza che ne discende è che P rappresenta [...], se non la migliore base di partenza astrattamente possibile, almeno un punto di riferimento obbligato»  (Aprile 2001, p. 49).

   Aprile 2001, p. 38 informa sulla fortuna di Vegezio nel Medioevo, segnalando alcuni autori che si sono rifatti alla Mulomedicina. Per le mascalcie in latino, si segnala il lucchese Teodorico da Cervia (o Borgognoni), che nel sec. XIII usa il trattato di Vegezio, senza mai citarlo, per la sua Mulomedicina, o Medela equorum, o Practica equorum (sull’argomento, ibidem, n. 71 rimanda a Fischer 1980, p. XV; Ortoleva 1992b; Trolli 1990a). Per le mascalcie in volgare, si segnalano il fiorentino Dino Dini e il meridionale Agostino Columbre: il primo compone un importante trattato di mascalcia fra il 1352 e il 1359, dichiarando esplicitamente la reverenza per Vegezio, citato e utilizzato più volte (sia tramite il testo latino che tramite un volgarizzamento) nel corso del suo trattato (Aprile 2001, p. 38 rimanda, per il rapporto fra l’auctoritas latina e il maniscalco fiorentino, a Ortoleva 1993, pp. 220-225, id. 1996, pp. 168-172 e a Trolli 1990a, pp. 188-192); il secondo compone, nel Quattrocento, una mascalcia che ha Vegezio fra le fonti principali (Aprile 2001, p. 38 rimanda, per questo argomento, a Trolli 1990b, p. 112).

   Per la ricostruzione della tradizione della Mulomedicina di Giovanni Brancati,  ci si è avvalsi di Aprile 2001, passim, con le integrazioni ricavate dai testi citati nella scheda.

Indice della scheda


Bibliografia
Edizione/i di riferimento
Aprile 2001 = Marcello Aprile, Giovanni Brancati traduttore di Vegezio. Edizione e spoglio lessicale del ms. Vat. Ross. 531, presentazione di Max Pfister, Galatina (Le), Congedo, 2001.

Edizione/i di riferimento delle opere collegate
Lommatzsch 1903 = P. Vegeti Renati, Digestorum artis Mulomedicinae libri, edizione a cura di Ernest Lommatzsch, Leipzig, Teubner, 1903.

Bibliografia filologica
Bachoffner 1979 = Pierre Bachoffner, Fragments d’un manuscrit d’art vétérinaire du IXe siècle de la bibliothèque de l’abbaye de Murbach en Haute-Alsace, in Neue Beiträge zur Geschichte der Pharmazie. Festschrift für Hans-Rudolf Fehlmann, a cura di Gottfried Schramm, Zurigo, Juris Druck Verlag, 1979, pp. 17-28.

Mazzini 1986-1987 = Innocenzo Mazzini, Contributi alla tradizione manoscritta e testo della Mulomedicina di Vegezio da un inedito volgarizzamento anonimo basso medievale, in «Romanobarbarica», 9 (1986-1987), pp. 153-160.

Ortoleva 1991 = Vincenzo Ortoleva, La tradizione manoscritta della Mulomedicina di Publio Vegezio Renato: una proposta di stemma codicum, in «Sileno. Rivista di studi classici e cristiani», XVII (1991), pp. 57-75.

Ortoleva 1992 = Vincenzo Ortoleva, Giovanni Brancati traduttore di Vegezio. Contributo allo studio della tradizione manoscritta della «Mulomedicina», in «Orpheus. Rivista di umanità classica e cristiana», n.s., XIII (1992), pp. 369-383.

Ortoleva 1992a = Vincenzo Ortoleva, Per uno studio della tradizione indiretta della Mulomedicina di Vegezio: gli excerpta di Teodorico da Cervia, in «Sileno. Rivista di studi classici e cristiani», XVIII (1992), pp. 115-131.

Ortoleva 1993 = Vincenzo Ortoleva, Il testo della Mulomedicina di Vegezio nel XIV secolo attraverso tre testimonianze in volgare, in «Sileno. Rivista di studi classici e cristiani», XIX (1993), pp. 197-228.

Ortoleva 1994 = Vincenzo Ortoleva, La cosiddetta tradizione «epitomata» della Mulomedicina di Publio Vegezio Renato: recensio deterior o tradizione indiretta?, in «Revue d’Histoire des Textes», 24 (1994), pp. 251-274.

Ortoleva 1995 = Vincenzo Ortoleva, Il cod. Royal 12 C. XXII della British Library e l’opera di Vegezio Renato, in «Quaderni catanesi di cultura classica e medievale», III (1991, ma pubblicato nel 1995), pp. 175-187.

Ortoleva 1996 = Vincenzo Ortoleva, La tradizione manoscritta della «Mulomedicina» di Publio Vegezio Renato, Acireale (Catania), Editrice Sileno, 1996.

Ortoleva 2007 = Vincenzo Ortoleva, Per una nuova edizione critica dei Digesta artis mulomedicinalis di Vegezio: alcune note metodologiche, in La médecine vétérinaire antique. Sources écrites, archéologiques, iconographiques, Actes du Colloque international de Brest, 9-11 septembre 2004, a cura di Marie-Thérèse Cam, Rennes, Presses Universitaires de Rennes, 2007, pp. 135-144.

Robles Gómez 1982 = José María Robles Gómez, Los codices 98-10 y 98-11 de la Biblioteca de la Catedral de Toledo, Tesis doctoral, Madrid, 1982.

Robles Gómez 1986 = José María Robles Gómez, Aportaciones críticas a una edición de la Mvlomedicina de Vegecio, in «Emerita. Revista de Lingüística y Filología Clásica», LIV (1986), pp. 303-316.

Trolli 1990a = Domizia Trolli, Aspetti della fortuna di Vegezio nei secc. XIII e XIV, in Tradizione dell’antico nelle letterature e nelle arti d’occidente. Studi in memoria di Maria Bellincioni Scarpat, Roma, Bulzoni, 1990, pp. 186-192.

Altra bibliografia
Fischer 1980 = Pelagonii Ars veterinaria, a cura di Klaus-Dietrich Fischer, Leipzig, Teubner, 1980.

Lupis-Panunzio 1992 = Antonio Lupis e Saverio Panunzio, Caccia e pratica veterinaria a Napoli e nelle corti italiane del Quattrocento, Bari, Adriatica Editrice, 1992.

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