Ricerca nella pagina:
 
UniversitÓ del Salento, della Basilicata, di Catania,
di Torino, Scuola Normale Superiore di Pisa
UniversitÓ del Salento, di Catania, di Napoli "L'Orientale",
di Salerno, Scuola Normale Superiore di Pisa
SALVIt - Studio, Archivio e Lessico dei Volgarizzamenti Italiani

Ruffo, Giordano di Calabria

(?, sec. XIII prima metÓ - ?, sec. XIII prima metÓ)

De cura equorum

di Caterina Garozzo

Notizie generali

Volgarizzamenti:
Anonimo, Liber Menescalchia (siciliano)
Cola, Della natura del cavallo e sua nascita (napoletano)
Bartolomeo Spatafora, Libru di la Maniscalchia di li cavalli di lu magnificu Johanni De Cruyllis (siciliano)

Datazione: sec. XIII prima metÓ
Lingua/Dialetto: latino
Tipologia testuale: prosa
Genere: veterinaria: mascalcia
Il testo latino del De cura equorum o Libro della marescialleria è tradizionalmente attribuito a Giordano Ruffo di Calabria, medico veterinario calabrese che fu probabilmente maniscalco dell’imperatore Federico II. Il trattato conosce una straordinaria fortuna, a giudicare sia dagli innumerevoli volgarizzamenti, sia dal cospicuo numero di manoscritti individuati (Gaulin 1994, pp. 424-435).
Come nel caso di altri volgarizzamenti di materia scientifica, la tradizione latina e quelle volgari risultano particolarmente complesse, ma nel caso specifico del De cura equorum risultano sufficientemente studiate nel loro insieme. Esiste infatti una buona edizione di riferimento del testo latino dovuta a Molin 1818, condotta sul codice De medicina equorum conservato presso la Biblioteca Nazionale Marciana sotto la segnatura Lat. VII 24. L’edizione di Molin, docente di medicina veterinaria presso l’Università di Padova, oltre alla trascrizione diplomatica, introduce la punteggiatura e segnala alcune interpolazioni.
Il trattato di Giordano Ruffo, oltre ad esporre vari tipi di patologie e loro rimedi, dedica soprattutto attenzione agli aspetti pratici della mascalcia ed esprime l’orizzonte socio-ideologico del potere federiciano in cui il cavallo simboleggiava la nobiltà e la forza cavalleresca in guerra (Cuozzo 1989, p. 59).