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SALVIt - Studio, Archivio e Lessico dei Volgarizzamenti Italiani

Anonimo

(? - ?)

Cronaca volgare isidoriana

di Cristina Scarpino

Notizie generali

Volgarizzamento di:
Isidoro di Siviglia, Chronicon (sive Chronica maiora). Annales mundi usque ad annum 615 continet (latino)

Datazione: sec. XIV metà
Lingua/Dialetto: abruzzese
Tipologia testuale: prosa
Genere: storia: cronaca
Incipit: Comensa la Cronica de sancto Isidoro menore con alcuni aditioni cacciate del texto et istorie de la Bibia e del libro de Paulo Orosio e de le passioni de li sancti
Explicit: Quando l'anima de re Federico / alli vermi lassò lo corpo mendico; / passò de questo mondo in quella dia / che·sse fa la festa de santa Lucia. Deo gratias. Amen
Per il quadro completo delle varianti degli incipit vd. Tradizione diretta: manoscritti e Tradizione diretta: edizioni antiche.

© Copyright: Cristina Scarpino 2007
La scheda è stata pubblicata il 31-12-2007; la data presente in calce si riferisce esclusivamente all’ultimo aggiornamento.


Tradizione dell'opera   (breve / estesa)
Tradizione diretta: manoscritti (2)
1. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, II III 328 (già Magliabechiano Cl XXIII 63) = Fi BNC II III 328

2. Napoli, Biblioteca Nazionale "Vittorio Emanuele III", XIII F 23 = Na BN XIII F 23

Tradizione diretta: edizioni antiche (4)
1. La Cronica de sancto Isidoro Menore, con alchune additione caciate del texto et istorie della Bibia e del libro di Paulo Orosio e delle passione delli sancti [...] Impresso in Asculi, per mano del degno impresore magistro Golielmo de Linio, Ascoli Piceno, Gugliemo de Linis, 1477 = Isidoro di Siviglia, Cronica, 1477

2. La Cronica de sancto Isidoro Menore, con alchune additione cavate del texto et historie de la Bibia e del libro de Paulo Orosio e de le passione de li sancti, Cividale del Friuli, Gerardo di Lisa, 1480 = Isidoro di Siviglia, Cronica, 1480

3. informazione mancante, L'Aquila, Adamo da Rothwill, 1482 = Isidoro di Siviglia, Cronica, 1482

4. Cronica de sancto Isidoro Menore, con alchune additione cavate del texto e historie de la Bibia e del libro de Paulo Orosio e de le passione de li sancti. [...] In Venetia, per Paulo Danza, nel anno... M.D.XXIIII, a dì. XII. mazo, Venezia, Paolo Danza, 1523 = Isidoro di Siviglia, Cronica, 1523

Indice della scheda


Storia della tradizione

La Cronaca di Isidoro “minore” è il volgarizzamento di un testo latino che amplia e prosegue il Chronicon maius di Isidoro. L’opera è conservata in due manoscritti (Na BN XIII F 23 [N], Fi BNC II III 328 [F]), tre incunaboli (Isidoro di Siviglia, Cronica, 1477, stampato ad Ascoli Piceno da Gugliemo de Linis [As]Isidoro di Siviglia, Cronica, 1480, stampato a Cividale del Friuli da Gerardo di Lisa [C]; Isidoro di Siviglia, Cronica, 1482, stampato a L’Aquila il 5 ottobre 1482 da Adamo da Rothwill* [Aq]) e una cinquecentina (Isidoro di Siviglia, Cronica, 1523, stampata a Venezia da Paolo Danza [V]). Il censimento è stato fatto da Paolo D’Achille, autore dell’edizione moderna (D'Achille 1982); il testo è segnalato anche in Coluccia 1994 e Vignuzzi 1992.
La provenienza quasi certamente abruzzese del manoscritto napoletano, le pubblicazioni a stampa prima ad Ascoli e poi a L’Aquila e l’origine reatina del correttore dell’incunabolo aquilano consentono di affermare che «nel Quattrocento il testo ebbe come area di diffusione proprio il cuore dell’Italia mediana» (D'Achille 1982, p. 8): il testo volgare documenta infatti in tutti i testimoni l’uso nella datazione dello stile bizantino, tipico delle regioni appartenenti al regno angioino. La datazione risulta l’elemento più problematico da definire; tuttavia, in seguito ad un confronto tra il volgarizzamento anonimo e la tradizione latina del Chronicon, che si conclude con la morte di Federico II (1251 secondo lo stile bizantino), l’editore moderno conclude che il testo sembrerebbe essere stato redatto intorno alla metà del secolo XIV.
Le quattro edizioni a stampa non propongono diverse traduzioni ma riproducono lo stesso volgarizzamento, pur se con lezioni discordanti. I manoscritti sono indipendenti dalla tradizione a stampa e nessuno dei due rappresenta esattamente l’originale. La presenza dei due codici rende piuttosto complesso il problema della tradizione, che potrebbe ricostruirsi come segue: un ramo circola in Abruzzo e nelle aree circostanti nella seconda metà del XV secolo. I caratteri linguistici tipicamente mediani di questo ramo sono forse da ricondurre alla base dell’intera tradizione volgare, che opera sull’archetipo un processo di toscanizzazione, pressoché totale nell’esemplare conservato a Firenze, parziale nell’altro ramo. L’incunabolo di Cividale e la cinquecentina veneziana possono essere considerati una diramazione adriatica del ms. napoletano. Il codice fiorentino, pur se redatto in Romagna, sembra fare storia a sé, ma è collegato al resto della tradizione dal fatto che dopo la Cronaca esso conserva (in veste toscana) L’Acerba di Cecco d'Ascoli. Relativamente alla parentela tra i tre incunaboli, le stampe di Ascoli e Cividale dipendono da un medesimo antecedente, l’una direttamente, l’altra attraverso un intermediario, dal quale deriva anche la stampa aquilana. L’edizione veneziana è imparentata con gli incunaboli e risulta più vicina a quello friulano. In base ai rapporti di dipendenza lo stemma, riprodotto da D'Achille 1982, p. 47, risulta così strutturato:

                                                Testo latino
               (già con errori di date, alterazioni di nomi propri e altri errori)
                                                       |
                                      Volgarizzamento originale
                                     (con alcuni errori di traduzione)
                                                       |





*Con riferimento al tipografo di [Aq], si specifica che Adamo da Rothwill, allievo di Johann Gutenberg, sin dal 1476 è attivo, insieme ad altri, a Venezia; da solo stampa l'Omnis mortalium cura di sant'Antonino. Nel 1481 introduce l'arte della stampa a L'Aquila su concessione del Magistrato. Il suo primo lavoro è la stampa delle Vite parallele di Plutarco (1482; IGI 7926), alla quale segue quella della Cronaca isidoriana.

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Bibliografia
Edizione/i di riferimento
D'Achille 1982 = La "cronaca volgare" isidoriana. Testo tre-quattrocentesco di area abruzzese, a cura di Paolo D'Achille, L'Aquila, Deputazione di Storia Patria, 1982 (Studi e Testi. Fasc. 2).

Edizione/i di riferimento delle opere collegate
Mommsen 1894 = Theodor Mommsen, Chronica minora saecc. IV-VII (Monumenta Germanie Historiae. XI), Berolini, pp. 424-482 [PLD LXXXII, coll. 739-741].

Altra bibliografia
Coluccia 1994 = Rosario Coluccia, Il volgare nel Mezzogiorno, in SLIE III (1994), pp. 373-405.

Vignuzzi 1992 = Ugo Vignuzzi, Gli Abruzzi e il Molise, in Bruni 1992, pp. 594-628.

Enciclopedie, repertori e cataloghi
Briquet 1907 [1991] = Charles Moïse Briquet, Les filigranes. Dictionnaire historique des marques du papier, dès leur apparition vers 1282 jusqu'en 1600, 4 voll., Genéve, Jullien, 1907 [rist. Leipzig, Hiesermann, 1923; Amsterdam, The Paper Publications Society, 1968; Zürich-New York, Hildesheim, 1991].

IGI = Indice generale degli incunaboli delle Biblioteche d'Italia, a cura del Centro nazionale d’informazioni bibliografiche; compilato da Enrichetta Valenziani, Teresa Maria Guarnaschelli, Emidio Cerulli, Paolo Veneziani, Alberto Tinto, Giuliana Sciascia Villani, 6 voll., Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Libreria dello Stato, 1943-1981.

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