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UniversitÓ del Salento, della Basilicata, di Catania,
di Torino, Scuola Normale Superiore di Pisa
UniversitÓ del Salento, di Catania, di Napoli "L'Orientale",
di Salerno, Scuola Normale Superiore di Pisa
SALVIt - Studio, Archivio e Lessico dei Volgarizzamenti Italiani

Anonimo

(? - ?)

Alfabetin

di Maria Noto

Notizie generali

Datazione: sec. XIV fine/XV inizio
Lingua/Dialetto: siciliano
Tipologia testuale: prosa
Genere: letteratura religiosa: testo liturgico
Incipit: E scesi Mošèh de lu monti a lu populu e dissi ad issi
Explicit: e li re gherjjanu chillu averi loru de li fili de li omini, e lu štaricamentu veni a lu mundu
Per il quadro completo delle varianti degli incipit vd. Tradizione diretta: manoscritti e Tradizione diretta: edizioni antiche.


Tradizione dell'opera   (breve / estesa)
Tradizione diretta: manoscritti (1)
1. London (Regno Unito), British Library, Gaster Oriental, 11669 = London BL Gast. Or. 11669

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Storia della tradizione
Il rarissimo Alfabetìn siciliano, tràdito in un unico esemplare (il codice London BL Gast. Or. 11669) è la traduzione in volgare siciliano - ma in caratteri ebraici - di un testo ebraico di carattere paraliturgico, utilizzato dalle comunità giudaiche nel giorno della Pentecoste, in concomitanza con la lettura dei Dieci Comandamenti. La traduzione nasce dall’esigenza di comprensione del testo sacro da parte dei fedeli che avevano evidentemente perduto la capacità di comprensione dell’originale ebraico.
Con riferimento alla lingua, i dati forniti dalla descrizione della British Library (cfr. qui stesso § Tradizione dell’opera. Tradizione diretta: manoscritti) sono confutati dal curatore dell’edizione moderna di questo testo: né il rito è italiano, né il dialetto è pugliese bensì chiaramente siciliano (Sermoneta 1994, p. XXXIn.).
In generale gli alfabetarin o alfabetai sono testi paraliturgici nei quali la parola iniziale di ogni verso segue l’ordine delle lettere dell’alfabeto ebraico; i testi traggono spunto dal Vecchio e dal Nuovo testamento e hanno lo scopo di illustrare il significato dei testi sacri tramite exempla moraleggianti. L’esistenza di questo tipo di testi è motivata dall’obbligo giuridico, imposto dalla religione ebraica, di comprendere pienamente il testo sacro e di recitarlo in pubblico nella Sinagoga, in una lingua che sia dunque ben comprensibile a tutti i fedeli.

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Bibliografia
Edizione/i di riferimento
Milano 1963 = Attilio Milano, Storia degli ebrei in Italia, Torino, Einaudi, 1963.

Sermoneta 1994 = Alfabetìn. Traduzione giudeo-siciliana in caratteri ebraici del servizio della Pentecoste, a cura di Giuseppe Sermoneta, Palermo, Centro di Studi Filologici e Linguistici Siciliani (Collezione di testi siciliani dei secoli XIV e XV, diretta da C. Di Girolamo).

Bibliografia filologica
Milano 1949 = Attilio Milano, Storia degli ebrei italiani nel Levante, Firenze, Israel, 1949.

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