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Anonimo

(? - ?)

Liber consolationis et consilii (volg. pisano) (redaz.)

di Giulio Vaccaro

Notizie generali

Volgarizzamento di:
Albertano da Brescia, Liber consolationis et consilii (latino)

Datazione: 1288
Lingua/Dialetto: pisano
Tipologia testuale: prosa
Genere: filosofia: ammaestramenti


Tradizione dell'opera   (breve / estesa)
Tradizione diretta: manoscritti (3)
1. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, II III 272 = Fi BNC II III 272

2. Parma, Biblioteca Palatina, Palatino, 75 = Pr BP Palat. 75

3. Roma, Biblioteca dell'Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana, Rossi, 69 (44 D 69) = Rm BANLC Rossi 69 (44 D 69)

Tradizione diretta: edizioni antiche (1)
1. Tre trattati d’Albertano da Brescia giudice [...] riveduti con più testi a penna, e riscontri con lo stesso testo latino, dallo ’Nferigno Accademico della Crusca, Firenze, Giunti, 1610 = Inferigno, Tre Trattati d'Albertano da Brescia, 1610

Indice della scheda


Storia della tradizione
Il manoscritto Fi BNC II III 272, il cosiddetto 'codice Bargiacchi', databile al 1287 o al 1288, contiene tutti e tre i trattati di Albertano. Si tratta di una versione in volgare pisano (che, non a caso, Castellani 1990, pp. 299-302 registra nel canone dei testi occidentali antichi), edita prima nell’ottima tesi di laurea Faleri 2000 e successivamente, con minimi aggiustamenti, in Faleri 2009. Secondo Faleri 2000, p. II e Faleri 2009, p. 188, sarebbero da ricondurre a questa versione altri tre manoscritti, oltre al citato Bargiacchi: Fi BNC II II 23 (che, però, contiene solo il trattato Del dire e del tacere e il secondo libro del trattato della Dilezione e che è citato già in Castellani 1996); Pr BP Palat. 75 (già Castellani 1996 parla di quella che lui chiama «redazione Bargiacchi-Parma»); Rm BNALC Rossi 69 (44 D 69) (ricondotto invece da Petrucci A. 1977, p. 36, a Soffredi del Grazia).
Secondo Panunzio 1971, il cod. Bargiacchi, almeno per quanto riguarda il volgarizzamento del Liber consolationis et consilii di Albertano, presenta un testo completamente indipendente da quello di Andrea da Grosseto, mentre offre un «numero cospicuo e significativo di sorprendenti analogie» con la versione di Soffredi del Grazia, fra l’altro in parte già notate da Ciampi 1832, sebbene tali analogie facciano il paio con alcuni casi in cui si ravvisa allo stesso tempo l’indipendenza della versione del Pistoiese da quella Bargiacchi. Panunzio 1971, inoltre, partendo dalle osservazioni di Barbi 1901 (per il quale il trattato «del Consiglio secondo il codice Bargiacchi corrisponde alla stampa dell’Inferrigno» [p. 251 n. 1]), si sofferma sul rapporto tra il cod. Bargiacchi e la stampa secentesca a cura di Bastiano De’ Rossi, l'Inferigno, concludendo che, data la presenza allo stesso tempo di errori comuni alle due versioni e di lacune ed errori all’interno del ms. Fi BNC II III 272 non presenti nell’edizione del 1610, «la stampa dell’accademico della Crusca non deriva direttamente e pedissequamente dal Bargiacchi» e che «Bargiacchi e l’edizione a stampa discendono [...] da un comune antigrafo, diverso da quello cui si collegano gli altri testi; solo che, a una copia poco curata e sciatta come in alcuni casi risulta essere quella del Bargiacchi, corrisponde una copia più attenta, più vigile e consapevole, ed anche più corretta, quale quella dello ’Nferigno». Tali conclusioni sono state variamente riprese e sviluppate dalla bibliografia successiva: in primis Castellani 1996, che, dopo aver dichiarato nel 1990, la pisanità del cod. Bargiacchi, si è soffermato ad individuare, basandosi su alcuni passi del volgarizzamento del Liber de amore et dilectione Dei et proximi et aliarum rerum et de forma vite (volg. pisano) (alla cui scheda si rimanda per un maggior approfondimento) e sugli errori congiuntivi e separativi e le lacune già individuati da Panunzio 1971 nel confronto tra la versione Bargiacchi del Liber consolationis et consilii e quella dell’Inferigno (e puntualmente riscontrati da Castellani nel cod. parmense), una «redazione Bargiacchi-Parma» (Fi BNC II III 272-Pr BP Palat. 75). Dai tratti linguistici pisani di quest'ultima - rintracciabili anche nel ms. di Parma -, che trovano a loro volta una qualche conferma nel volgarizzamento del De doctrina loquendi et tacendi (volg. pisano) (alla cui scheda si rimanda) contenuto nel Fi BNC II II 23, lo studioso deduce che il volgarizzamento sia stato fin dall’origine opera di un Pisano. È procedendo su questa linea che Castellani 1996 arriva addirittura a dire che, nel caso del trattato Della consolazione e del consiglio, l’edizione secentesca, che segue il modello del cod. Bargiacchi, «potrebbe derivare da un altro ms. indipendente da Barg. Ma è addirittura forse più probabile che B. De’ Rossi abbia semplicemente attinto da Barg., fiorentinizzandone le forme» (pp. 577-578 n. 8). Data tale situazione, dunque, D'Agostino 2001, p. 112 sintetizza il tutto, affermando che la versione Bargiacchi «mostra rapporti di parentela con quella di Soffredi e sembra che, insieme con quella dell’Inferrigno, derivi da un ascendente comune». Infine, Faleri 2009, che fin dall’inizio dichiara che «il testo contenuto nel codice Bargiacchi non è l’originale del volgarizzamento, ma una copia abbastanza precisa» di esso (p. 188), si pone come scopo non la ricostruzione critica del testo del volgarizzamento in questione, bensì quello di «fornire l’edizione del testo del volgarizzamento anonimo pisano secondo il codice Bargiacchi in modo da rendere fruibile, in edizione cartacea, un documento linguistico ben noto ma consultabile fino ad ora solo dal manoscritto o, in tempi recenti, per ricerche lessicografiche attraverso GATTO» (p. 188), sebbene raramente, nel caso di alcuni emendamenti di errori non immediatamente riconducibili al meccanismo di copia o nel segnalare alcune lacune, in nota citi anche il manoscritto di Parma, siglato P. Quest’ultimo, sempre secondo Faleri 2009, pp. 194-195, «fra i testimoni noti, è il più distante cronologicamente dal codice Bargiacchi, ma è certamente affine ad esso e reca un testo sostanzialmente corretto, migliore, in prima analisi, di quello degli altri testimoni; il suo uso è comunque limitato dal fatto che la maggior parte degli errori riscontrati nel testo siano riconducibili ad un antigrafo comune e che in molti dei casi in cui il testo di P risulti più chiaro di quello del codice Bargiacchi questo sembra dipendere dall’intervento del copista».

Indice della scheda


Bibliografia
Edizione/i di riferimento
Faleri 2009 = Faleri Francesca, Il volgarizzamento dei trattati morali di Albertano da Brescia secondo il codice Bargiacchi (BNF II.III.272), in «Bollettino dell’Opera del Vocabolario Italiano», XIV (2009), pp. 187-368.

Edizioni significative
Faleri 2000 = Francesca Faleri, Il volgarizzamento dei trattati morali di Albertano da Brescia secondo il codice Bargiacchi (II.III.272). Edizione e glossario, Tesi di laurea discussa presso l'UniversitÓ degli Studi di Pisa, FacoltÓ di Lettere e Filosofia, a.a. 1999-2000.

Bibliografia filologica
D'Agostino 2001 = Alfonso D'Agostino, La prosa delle Origini e del Duecento, in Ciociola 2001, pp. 91-135.

Altra bibliografia
Barbi 1901 = Michele Barbi, D’un antico codice pisano-lucchese di trattati morali [1901], in Id., La nuova filologia e l’edizione dei nostri scrittori da Dante al Manzoni, Firenze, Sansoni, 1938 (rist. 1973), pp. 243-259.

Castellani 1990 = Arrigo Castellani, Canone dei testi occidentali antichi, in SLI 26 (1990), pp. 156-205, adesso in A. Castellani, Nuovi saggi di linguistica e filologia italiana e romanza (1976-2004), a cura di Valeria Della Valle, Giovanna Frosini, Paola Manni, Luca Serianni, Roma, Salerno Editrice, 2009, tomo I (di 2), pp. 299-344.

Castellani 1996 = Arrigo Castellani, Losneo (lusneo), baleno, in Studi di filologia medievale offerti a d’Arco Silvio Avalle, Milano-Napoli, Ricciardi, 1996, pp. 99-104; [...], adesso in A. Castellani, Nuovi saggi di linguistica e filologia italiana e romanza (1976-2004), a cura di Valeria Della Valle, Giovanna Frosini, Paola Manni, Luca Serianni, Roma, Salerno Editrice, 2009, tomo I (di 2), pp. 574-580.

Ciampi 1832 = Volgarizzamento dei trattati morali di Albertano giudice di Brescia da Soffredi del Grazia notaro pistojese, fatto innanzi al 1278. Trovato da Sebastiano Ciampi in un codice scritto nell'anno predetto ed ora da lui pubblicato per la prima volta con illustrazioni e la giunta del testamento in lingua volgare di donna Beatrice contessa da Capraja dell'anno 1278 , Firenze, per L. Allegrini e Gio. Mazzoni, stampatori arcivescovili alla Croce rossa, 1832.

Panunzio 1971 = Saverio Panunzio, Il codice Bargiacchi del volgarizzamento italiano del Liber Consolationis et Consilii di Albertano da Brescia, in Studi di filologia romanza offerti a Silvio Pellegrini, Padova, Liviana, 1971, pp. 377-419.

Enciclopedie, repertori e cataloghi
Petrucci A. 1977 = Armando Petrucci, Catalogo sommario dei manoscritti del Fondo Rossi, sezione Corsiniana, Roma, Accademia Nazionale dei Lincei, 1977.

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