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SALVIt - Studio, Archivio e Lessico dei Volgarizzamenti Italiani

Anonimo

(? - ?)

De arte loquendi et tacendi (volg. veneto) (redaz.)

di Giulio Vaccaro

Notizie generali

Volgarizzamento di:
Albertano da Brescia, De doctrina dicendi et tacendi (latino)

Datazione: sec. XIV
Lingua/Dialetto: veneto
Tipologia testuale: prosa
Genere: filosofia: ammaestramenti


Tradizione dell'opera   (breve / estesa)
Tradizione diretta: manoscritti (1)
1. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, II III 131 = Fi BNC II III 131

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Storia della tradizione
La prima individuazione di questa versione volgare (ancora oggi inedita, se si eccettua la piccola porzione pubblicata in Zingarelli 1901, pp. 152-153) del De doctrina loquendi et tacendi viene fornita dal Ciampi 1832, p. 72, che individua nel manoscritto Fi BNC II III 131 un «trattato della dottrina del parlare tradotto in lingua Veneziana», a sua volta posto in relazione con un'altra versione veneta contenuta in un codice Riccardiano (Fi BR 1737; si tratta in realtà di una versione diversa, quattrocentesca, opera di Giovanni Lusia). Il testo tràdito dal manoscritto Magliabechiano è mutilo: termina infatti a c. 61v, alle prime righe del III capitolo, in corrispondenza della fine di uno degli originari componenti del manoscritto (per cui cfr. Mostra, pp. 144-146 e Bertelli 2002, pp. 88-89). Il primo componente, copiato da Roberto Gentiluzzi da San Gimignano e corrispondente alle cc. 1-58 (datato al 1470, come si legge da una sottoscrizione a c. 53v) proviene dalla Biblioteca Gaddi, dove è conservato col n. 108 fino al 1755, anno in cui viene donato alla Biblioteca Magliabechiana, e contiene la Storia fiorentina di Goro Dati. La seconda parte, corrispondente alle cc. 59-80, si compone in realtà di tre frammenti di due manoscritti settentrionali trecenteschi: i primi due frammenti (59r-61v, contenenete il volgarizzamento di Albertano; 62r-72v, contenente un volgarizzamento del De consolatione philosophiae di Boezio), di una stessa anonima mano, provengono dall’area veneta; il terzo, di mano del notaio pavese Arpino Broda, proviene, per l’appunto, da Pavia (per cui cfr. Isella Brusamolino 1992). Zingarelli 1901, pp. 151-153 propone di datare il volgarizzamento al 1384, attribuendolo alla mano di Arpino Broda (autore della Vita di Santa Maria Egiziaca). Tale proposta si fonda, però, sulla mancata individuazione dei diversi frammenti che compongono la seconda parte del codice.

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Bibliografia
Edizione/i di riferimento
Zingarelli 1901 = Nicola Zingarelli, I trattati di Albertano da Brescia in dialetto veneziano, in «Studi di letteratura italiana», III (1901), pp. 151-192.

Bibliografia filologica
D'Agostino 2001 = Alfonso D'Agostino, La prosa delle Origini e del Duecento, in Ciociola 2001, pp. 91-135.
p. 111.

Altra bibliografia
Isella Brusamolino 1992 = La leggenda di Santa Maria Egiziaca nella redazione pavese di Arpino Broda, ed. Silvia Isella Brusamolino, Milano-Napoli, Ricciardi, 1992.
descrizione del ms. pp. 43-44.

Enciclopedie, repertori e cataloghi
Mostra 1957 = Congresso internazionale di studi romanzi, Mostra di codici romanzi delle biblioteche fiorentine, Firenze, Sansoni, 1957.
pp. 144-146.

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