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SALVIt - Studio, Archivio e Lessico dei Volgarizzamenti Italiani

Antonio da Barletta frate

(Barletta [Bari], sec. XIV fine - Ferrara?, sec. XV)

Mascalcia

di Carlo Marzano

Notizie generali

Volgarizzamento di:
Lorenzo Rusio, Liber marescalcie equorum (latino)

Datazione: sec. XV
Lingua/Dialetto: emiliano
Tipologia testuale: prosa
Genere: veterinaria: mascalcia


Tradizione dell'opera   (breve / estesa)
Tradizione diretta: manoscritti (4)
1. Bologna, Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, A 1586 (già Fondo Ercolani) = Bo BA 1586

2. London (Regno Unito), British Library, Additional Manuscripts, 22824 = London BL Add. 22824

3. Parma, Biblioteca Palatina, Parmense, 315 = Pr BP Parm. 315

4. Pavia, Biblioteca Universitaria, Aldini, 532 = Pv BU Ald. 532

Indice della scheda


Storia della tradizione

L’opera di Lorenzo Rusio, con ogni probabilità scritta in latino e in seguito volgarizzata (cfr. Delprato 1867, I, pp. VII-VIII, e Braun 1914, pp. 543-56, che contesta l’ipotesi di un originale volgare sostenuta da Narducci 1892, pp. 432-434), ebbe notevole diffusione nei secc. XIV-XVI: numerosi sono i manoscritti che tramandano il testo in latino e in volgare (cfr. Poulle-Drieux 1966, pp. 40-41).
Del volgarizzamento di Antonio da Barletta – attualmente inedito – si ha notizia a partire da Delprato 1867, laddove sono descritti «il bel codice della Parmense del sec. XIV memb. in fol. con miniature e iniziali rosse, il quale ci conserva il volgarizzamento di Rusio fatto da un Frate Antonio da Barletta» e un altro codice «che si possiede dal Conte Ercolani, uguale nel testo e con poche varianti nelle disposizioni de’ capitoli», di cui si riporta l’incipit (Delprato 1867, II, pp. 55-56).
Ad oggi, esistono quattro diverse redazioni del volgarizzamento di Antonio da Barletta, conservate dai manoscritti Pr BP Parm. 315 [=PR], corrispondente al codice descritto da Delprato, e più volte analizzato e citato (cfr. Russo 1981-1982, pp. 249-292; Trolli 1983, p. 251; Coluccia 1992b, p. 694; Id. 2004b, pp. 93-94); Pv BU Ald. 532 [=PV] (cfr. Moulé 1900, p. 37; Lupis-Panuzio 1992, p. 26) e, più recentemente, dopo il censimento dei manoscritti di mascalcia di Bernini-Frassanito 1995-1996: London BL Add. 22824 [=LN] (cfr. Kristeller, IV, p. 111; Poulle-Drieux 1966, p. 40; Coluccia 2004b, p. 93) e Bo BA 1586 [=BO], identificato con certezza con il secondo codice descritto da Delprato, sia per la corrispondenza dell’incipit sia per la storia stessa del manoscritto, proveniente dal Fondo Ercolani della Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna (cfr. Sorbelli 1914, pp. 29-37 e Lucchesi 1923, p. 48).
Il testo conservato dal codice London BL Add. 22824 – studiato da Curigliano 1997-1998 – è da considerarsi il più antico tra i quattro, nonché il più autorevole, risultando molto vicino all’originale e presentando un numero minore di errori, fraintendimenti e omissioni rispetto agli altri codici.
Dall’analisi dei quattro testimoni e dei rapporti che vi intercorrono, si può ipotizzare una fonte comune (a) cui i codici London BL Add. 22824 e Pr BP Parm. 315 si rifanno e dalla quale il secondo si distacca in misura maggiore, con aggiunte e interventi dovuti a iniziativa personale (il copista di Pr BP Parm. 315, è noto essere Carlo di Sangiorgio, l’amanuense più illustre di Borso d’Este, pertanto «sembra plausibile attribuire queste aggiunte alla iniziativa personale di un copista colto»: cfr. Curigliano 1997-1998, p. 59). Analogamente, per quanto riguarda gli altri due testimoni, Bo BA 1586 e Pv BU Ald. 532, si ipotizza una fonte comune (b) da cui entrambi hanno copiato, in modo più o meno accurato.
Circa l’effettiva circolazione delle opere di mascalcia presso la corte di Ferrara, e l’interesse che esse suscitarono almeno nei primi settanta anni del secolo XV, indizi significativi emergono dall’inventario (1436) dei libri posseduti da Niccolò III d’Este, marchese di Ferrara (cfr. Cappelli 1889, pp. 1-30), nonché dai registri di lettere e mandati conservati presso l’Archivio di Stato di Modena (cfr. Franceschini 1993). In particolare, è stato possibile identificare alcuni codici dell’inventario (nn. 179 e 237) con due dei quattro manoscritti finora noti; inoltre, da un’annotazione scritta il 6 aprile 1422, si ha notizia dell’acquisizione presso la corte di un trattato di mascalcia: il copista e miniatore Franceschino fu pagato per aver scritto e miniato un codice sui cavalli per Niccolò III (e potrebbe trattarsi dell’originale o di un codice molto vicino ad esso: cfr. Curigliano 1997-1998, p. 22).
L’aspetto linguistico del volgarizzamento – come documentato nei quattro testimoni manoscritti – settentrionale, con tratti tipici dell’emiliano, e qualche isolato meridionalismo (oltre ai consueti latinismi che si alternano a innovazioni toscane), è rappresentativo di quella lingua di koiné di area padana che pone «le basi per lo sviluppo di un umanesimo volgare del tutto funzionale ai gusti della corte» (Matarrese 1990, p. 528 e pp. 541-542).

 

 

© Copyright: Carlo Marzano 2007
La scheda è stata pubblicata il 31-12-2007; la data in calce si riferisce esclusivamente all’ultimo aggiornamento.

Una prima redazione della scheda è stata allestita per la sua tesi di laurea triennale da Stella Trazza (tutore Marzano) e successivamente rielaborata per la pubblicazione in questa sede da Carlo Marzano.

Indice della scheda


Bibliografia
Edizione/i di riferimento delle opere collegate
Delprato 1867 = Pietro Delprato, La mascalcia di Lorenzo Rusio. Volgarizzamento del secolo XIV messo per la prima volta in luce da Pietro Delprato (con il testo latino per cura di Luigi Barbieri), 2 voll., Bologna, Romagnoli, 1867.

Bibliografia filologica
Bernini-Frassanito 1995-1996 = Enrica Bernini-Anna Elisa Frassanito, Censimento dei manoscritti di mascalcia, tesi di laurea, Università di Lecce, 1995-1996.

Braun 1914 = G. Braun, Della Mascalcia di Lorenzo Rusio, AGI, 18 (1914), pp. 543-558.

Bruno 1988-1989 = Tonia Bruno, La mascalcia di Antonio da Barletta, volgarizzamento quattrocentesco da Lorenzo Rusio, tesi di laurea, Università di Lecce, 1988-89.

Coluccia 1992a = Rosario Coluccia, La Puglia, in Bruni 1992, pp. 685-719. 

Coluccia 2004 = Rosario Coluccia, La Puglia nella storia linguistica meridionale, in «Bollettino Linguistico Campano», 5/6 (2004), pp. 1-18.

Coluccia 2004a = Rosario Coluccia, Lingua e religione. Il ruolo della Chiesa e l'affermazione del volgare in Puglia, in Lingue, stili, traduzioni. Studi di linguistica e stilistica italiana offerti a Maria Luisa Altieri Biagi, a cura di F. Frasnedi e R. Tesi, Firenze, Cesati, 2004, pp. 71-95.

Curigliano 1997-1998 = Vitaliana Curigliano, La mascalcia di Antonio da Barletta, tesi di laurea, Università di Lecce, 1997-1998.

Fanti 1986 = Mario Fanti, I libri manoscritti di Giovan Battista Ercolani nella Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, in «Obiettivi e documenti veterinari», VII (1986), pp. 48-49.

Franceschini 1993 = Adriano Franceschini, Artisti a Ferrara in età umanistica e rinascimentale. Testimonianze archivistiche. Parte I dal 1341 al 1471, Ferrara-Roma, Corbo Editore, 1993.

Lucchesi 1923 = Carlo Lucchesi, Notizie sommarie intorno ai manoscritti della serie A della Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, in «L’Archiginnasio», XVIII (1923).

Lupis-Panunzio 1992 = Antonio Lupis e Saverio Panunzio, Caccia e pratica veterinaria a Napoli e nelle corti italiane del Quattrocento, Bari, Adriatica Editrice, 1992.

Matarrese 1990 = Tina Matarrese, Il volgare a Ferrara tra corte e cancelleria, in RiLI, VIII (1990), pp. 515-560.

Sorbelli 1914 = Albano Sorbelli, I manoscritti Ercolani, in «L’Archiginnasio», IX (1914), pp. 29-37.

Trolli 1983 = Hippiatria. Due trattati emiliani di mascalcia del sec. XV, a cura di Domizia Trolli, Parma, Studium Parmense, 1983.

Trolli 1990b = Domizia Trolli, Studi su antichi trattati di veterinaria, Parma, Istituto di Filologia Moderna dell’Università di Parma, 1990.

Altra bibliografia
Aprile 1988-1989 = Marcello Aprile, La mascalcia di Antonio da Barletta, volgarizzamento quattrocentesco da Lorenzo Rusio, tesi di laurea, Università di Lecce, 1988-89.

Bertoni 1918 = Giulio Bertoni, Notizie sugli amanuensi degli Estensi nel Quattrocento, in AR, II (1918), pp. 29-57.

Bertoni 1921 = Giulio Bertoni, Guarino da Verona fra letterati e cortigiani a Ferrara (1409-1460), Genève, Olschki, 1921.

Bertoni 1926 = Giulio Bertoni, La Biblioteca di Borso d’Este, in «Atti della Regia Accademia delle Scienze di Torino», LXI (1926), pp. 705-728.

Cappelli 1889 = Antonio Cappelli, La biblioteca estense nella prima metà del secolo XV, in GSLI, XIV (1889), pp. 1-30.

Moulé 1900 = Léon M. Moulé, Histoire de la médicine vétérinaire au Moyen Age (476-1500), deuxieme partie, in Histoire de la médicine vétérinarie, Paris, A. Maulde (puis Maulde, Doumenc et Cie, puis Asselin et Houzeau), 1891-1911.

Narducci 1892 = Enrico Narducci, Il trattato di Lorenzo Rusio scritto nel sec. XIII in vernacolo, in AALR, I (1892), pp. 432-434.

Poulle-Drieux 1966 = Yvonne Poulle-Drieux, L’hippiatrie dans l’occident latin du XIII au XV siècle, in Beaujouan-Poulle-Drieux-Dureau-Lapeyssonnie 1966, pp. 10-167.

Russo 1981-1982 = D. Russo, Lingua e cultura nella Puglia medievale fino al XV secolo, tesi di laurea, Università di Lecce, 1981-1982.

Enciclopedie, repertori e cataloghi
IMBI = Inventario dei manoscritti delle Biblioteche d’Italia, Forlì, poi Firenze, Olschki, 1890-.

Kristeller = Paul Oskar Kristeller, Iter Italicum: a finding list of uncatalogued or incompletely catalogued humanistic manus of the Renaissance in Italian and other libraries, 6 voll., London, the Warburg Institute [poi: Leiden, E. J. Brill], 1963-1992.

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