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Anonimo

(? - ?)

Fiorita chietina (redaz.)

di Cristina Scarpino

Notizie generali

Rimaneggiamento di:
Armannino da Bologna, Fiorita (toscano)

Datazione: sec. XV prima metà
Lingua/Dialetto: chietino
Tipologia testuale: prosa
Genere: narrativa (generale)

© Copyright: Cristina Scarpino 2007
La scheda è stata pubblicata il 31-12-2007; la data presente in calce si riferisce esclusivamente all’ultimo aggiornamento.


Tradizione dell'opera   (breve / estesa)
Tradizione diretta: manoscritti (1)
1. Paris (Francia), Bibliothèque Nationale de France, Italien, 6 = Paris BNF It. 6

Indice della scheda


Storia della tradizione
La tradizione della Fiorita chietina, a manoscritto unico, è strettamente collegata a quella della Fiorita abruzzese. L’opera è tramandata da Paris BNF It. 6 [P], un codice redatto dal 13 [Vignuzzi 1992, p. 608, reca 1 per probabile refuso] settembre 1418 «in civitate Thetis» da un autore chietino che traspone in volgare un testo precedente, probabilmente veneto (cfr. Medin 1919, p. 496). La presenza, all'interno della tradizione testuale della Fiorita originale, del codice Ve BNM It. VI 50, che ne tramanda una redazione epitomata in volgare veneziano studiata da Savj-Lopez 1905, sembrerebbe confermare la provenienza veneta del manoscritto chietino. Tuttavia, a detta di Medin 1919, p. 492, il ritrovamento del codice fiorentino-abruzzese Fi BNC N.A. 444 [F], derivante dall’originale per via indipendente da quello chietino, fornisce ulteriori elementi per individuare la vera origine del travestimento chietino, che deriverebbe da un secondo esemplare veneto, staccato dal primo. L'elemento veneto che affiora nella lingua utilizzata da P, assente in F, copia calligrafica della redazione abruzzese originale, attesta che la derivazione di P dal testo originale abruzzese non avviene lungo la medesima direttrice di F, come lascerebbero intendere le congruenze testuali tra i due codici (cfr. più avanti). Inoltre, la presenza di lezioni errate in un testimone e corrette nell’altro e viceversa (esempi in Medin 1919, p. 495) induce a pensare che sia F sia P derivino da un esemplare errato della redazione abruzzese originale, il primo per via diretta e correggendo gli errori della fonte, il secondo attraverso una trascrizione veneta, che non ha alcun rapporto con il testo tramandato da Ve BNM It. VI 50 (per lo schema si veda Medin 1919, p. 496). 

Come il testo abruzzese tramandato dal codice fiorentino, anche il chietino-parigino si serve della Cronica del Villani e giunge fino al 1268 nella narrazione degli eventi, ma a differenza del primo, linguisticamente orientato al toscano nonostante la presenza di tratti abruzzesi, presenta un numero maggiore di forme locali.

La trafila testuale ha riflessi nella veste linguistica dell’opera.
De Bartholomaeis 1899 distingue varie stratificazioni: il volgare del traduttore, l’italiano letterario e un dialetto settentrionale, probabilmente veneto, e con riferimento alla cronologia dell’elemento linguistico settentrionale afferma che il testo deve aver subito «prima un travestimento veneto e poi un altro abruzzese, o che, i settentrionalismi, quelli almeno non decisamente veneti, risalivano fino al testo dettato dal Giudice da Bologna, per modo che il rifacimento abruzzese si ricollegava, per via diretta, a un testo più genuino» (p. 119).
L’origine di queste stratificazioni potrebbe essere dovuta sia alla situazione della lingua letteraria chietina, disponibile alla apertura nei confronti di correnti non locali (Coluccia 1994, p. 381) sia, come si è detto, alle vicende della trasmissione testuale. Tuttavia, il recente studio presentato da Carla Gambacorta al XXV Convegno CILPR (Innsrbuck 2007), circoscritto alle stesse carte del codice analizzate da De Bartholomaeis, dimostra che molti fenomeni da questo assegnati a un "volgare settentrionale" sono in realtà riconducibili alla fenomenologia linguistica dell'Italia centro-meridionale.

La Fiorita chietina, una compilazione di “storie di Troia e di Roma” che riprende il testo di Armannino da Bologna ampliandolo fino al 1268, è il solo documento in volgare non letterario finora noto che provenga dalla città di Chieti.
Il testo è il num. 16 di di Migliorini-Folena 1953; uno studio preliminare sulla lingua di questo rifacimento si deve a De Bartholomaeis 1899 (ripreso da Gambacorta i.c.s.); ulteriori osservazioni linguistiche in Giammarco 1969, p. 418; Vignuzzi 1992, pp. 608-609 e Coluccia 1994, p. 381.
Per l'edizione di alcuni segmenti del codice Paris BNF It. 6 cfr. Migliorini-Folena 1953, p. 21 e Medin 1919, pp. 501-502 e 508-518. I segmenti editi da Medin riproducono la collazione effettuata dal cav. Leon Dorez sulla stampa di Mazzatinti 1880, circoscritta agli episodi relativi ai funerali di Ettore, al modo in cui Lavinia fa giungere una sua lettera ad Enea, al viaggio di Enea negli Inferi. Un'edizione integrale è annunciata in Gambacorta i.c.s.
 
Alcune informazioni presenti nella scheda si devono alla cortesia di Carla Gambacorta.

Indice della scheda


Bibliografia
Edizioni significative
Medin 1919 = Antonio Medin, Una redazione abruzzese della "Fiorita" di Armannino, Atti del reale Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti. Anno accademico 1917-18, Tomo LXXVII, parte II, pp. 485-547.
Edizione parziale delle cc. 51r e 100r.

Bibliografia filologica
Mazzatinti 1880 = Giuseppe Mazzatinti, La Fiorita di Armannino giudice, in GFR, III (1880), pp. 1-55.

Migliorini-Folena 1953 = Bruno Migliorini - Gianfranco Folena, Testi non toscani del Quattrocento, Modena, Società Tipografica Modenese, 1953.

Savj-Lopez 1905 = Paolo Savj-Lopez, Storie tebane in Italia, Bergamo, Istituto Italiano d'Arti Grafiche, 1905.

Altra bibliografia
Coluccia 1994 = Rosario Coluccia, Il volgare nel Mezzogiorno, in SLIE III (1994), pp. 373-405.

De Bartholomaeis 1899 = Vincenzo De Bartholomaeis, La lingua di un rifacimento chietino della Fiorita d'Armannino da Bologna, in ZRPh, 23 (1899), pp. 117-134.

Gambacorta i.c.s. = Carla Gambacorta, Per una edizione critica della Fiorita chietina di Armannino giudice. Sondaggi sulla lingua, in corso di stampa negli Atti del XXV Convegno CILPR (Congrès International de Linguistique et de Philologie Romanes), Innsbruck, 3-8 settembre 2007.

Giammarco 1969 = Ernesto Giammarco, Storia della cultura e della letteratura abruzzese, Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1969.

Vignuzzi 1992 = Ugo Vignuzzi, Gli Abruzzi e il Molise, in Bruni 1992, pp. 594-628.

Enciclopedie, repertori e cataloghi
Mazzatinti 1887 = Giuseppe Mazzatinti, Appendice all'Inventario dei manoscritti italiani della Biblioteca Nazionale di Parigi, fa parte di Mazzatinti 1886-1888 (vol. II).

TLIO = Tesoro della lingua italiana delle origini, diretto da Pietro G. Beltrami, Firenze, Istituto CNR «Opera del Vocabolario Italiano» (http://tlio.ovi.cnr.it/TLIO).

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