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Università del Salento, della Basilicata, di Catania,
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di Salerno, Scuola Normale Superiore di Pisa
SALVIt - Studio, Archivio e Lessico dei Volgarizzamenti Italiani

Anonimo

(? - ?)

Parafrasi del Credo (redaz.)

di Nunziella Giulio

Notizie generali

Datazione: sec. XV fine
Lingua/Dialetto: siciliano
Tipologia testuale: poesia
Genere: letteratura religiosa: orazioni, preghiere
Nota metrica: Si tratta di nove strofe di endecasillabi in ottave siciliane, costituite ognuna da sei versi a rima alterna e due versi a rima baciata (schema abababcc).
Incipit: Credo in uno Ideu, veru signuri
Explicit: da li cochenti peni di lu infernu
Per il quadro completo delle varianti degli incipit vd. Tradizione diretta: manoscritti e Tradizione diretta: edizioni antiche.


Tradizione dell'opera   (breve / estesa)
Tradizione diretta: manoscritti (1)
1. Palermo, Biblioteca Centrale della Regione Siciliana, I C 20 = Pa BCRS I C 20

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Storia della tradizione
La versificazione siciliana del Credo, comunemente denominata Parafrasi, è tràdita dal ms. Pa BCRS I C 20, alle cc. 5rv, 7r (situazione che si spiega come un errore nella piegatura del foglio mediano, forse durante la rilegatura, in cui la sesta carta ha preso il posto della settima, generando uno scambio di posto delle facciate; l’altro testo coinvolto nell'errore di impaginazione è la Parafrasi dell'Ave maris stella). Il testo si compone di nove strofe di endecasillabi in ottave siciliane, costituite ognuna da sei versi a rima alterna e due versi a rima baciata. Cusimano 1952, che ha curato l'edizione critica dell’opera, fa anche un'accurata descrizione del codice miscellaneo che la contiene.
Il volgarizzamento, probabile copia di un'originaria traduzione siciliana perduta, sembra essere legato agli altri testi religiosi presenti all'interno del ms., manifestando un'unitarietà di progetto finalizzato alla creazione di un "prontuario devozionale" di ambiente monastico. Ciò potrebbe anche far ipotizzare una originaria concezione unitaria del codice a partire dall'ambiente toscano (che chiarirebbe la presenza all'interno del nostro testo di rime siciliane imperfette, le quali tornano perfette se tradotte in toscano: es. facturi/splendori); il corpus così ottenuto sarebbe stato poi volgarizzato interamente da un unico traduttore (Luongo 1989). Esso rappresenta la risposta della cultura religiosa siciliana alle esigenze di risanamento morale della società, nel clima di generale rinnovamento religioso dell'isola.

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Bibliografia
Edizione/i di riferimento
Cusimano 1952 = Poesie siciliane dei secoli XIV e XV, a cura di Giuseppe Cusimano, Palermo, Centro di Studi Filologici e Linguistici Siciliani, 1952 (Collezione di testi siciliani dei sec. XIV e XV, 2).
In particolare pp. 130-132.

Altra bibliografia
Luongo 1989 = Ordini di la confessioni «Renovamini», traduzione siciliana di un trattato attribuito a Bernardino da Siena, a cura di Salvatore Luongo, Palermo, Centro di Studi Filologici e Linguistici Siciliani, 1989, (Collezione di testi siciliani dei sec. XIV e XV, 17).

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