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Università del Salento, della Basilicata, di Catania,
di Torino, Scuola Normale Superiore di Pisa
Università del Salento, di Catania, di Napoli "L'Orientale",
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SALVIt - Studio, Archivio e Lessico dei Volgarizzamenti Italiani

Anonimo

(? - ?)

Bibbia (da Esdra ad Apocalisse)

di Carlo Marzano

Notizie generali

Volgarizzamento parziale di:
Girolamo, Bibbia (latino)

Datazione: sec. XV seconda metà
Lingua/Dialetto: toscano
Tipologia testuale: prosa
Genere: letteratura religiosa: bibbia


Tradizione dell'opera   (breve / estesa)
Tradizione diretta: manoscritti (2)
1. Paris (Francia), Bibliothèque Nationale de France, Italien, 3 = Paris BNF It. 3

2. Paris (Francia), Bibliothèque Nationale de France, Italien, 4 = Paris BNF It. 4

Tradizione diretta: edizioni antiche (4)
1. Bibbia, traduzione di Anonimo, Venezia, Adamo da Ambergau, 1471 = Adamo da Ambergau 1471

2. Bibbia, traduzione di Antonio Brucioli, Venezia, Lucantonio Giunta, 1532 = Brucioli 1532

3. Biblia vulgarizzata, traduzione di Nicolò Malerbi, Venezia, Vendelino da Spira, 1471 = Malerbi 1471

4. Bibbia, traduzione di Filippo Rustici, Genève, François Du Ron, 1562 = Rustici 1562

Indice della scheda


Storia della tradizione

La storia dei volgarizzamenti italiani della Bibbia, dalle origini all’avvento della stampa e oltre, costituisce una parte importantissima quanto delicata e lacunosa della storia della tradizione dei testi in prosa volgare. «Fino a tutto il Quattrocento, il testo biblico vanta una straordinaria ricchezza di trasposizioni in volgare italiano, pur se non siamo ancora in condizione di ricostruire tempi, modalità e numeri degli episodi di volgarizzamento dei diversi libri biblici, che comprensibilmente si dispiegano in misura non uniforme a seconda dei contesti e del periodo storico» (Coluccia 2005, p. 158).
L’editio princeps della Bibbia in volgare italiano, curata dal camaldolese Nicolò Malerbi (o Malermi), è stampata a Venezia, presso il tipografo Vindelino da Spira, il 1 agosto del 1471. Al 1 ottobre dello stesso anno è datata un’altra stampa che, secondo Carlo Negroni, avrebbe conservato il volgarizzamento trecentesco dell’intera Bibbia (Barbieri 1992, p. 2; Leonardi 1993a, p. 838). Sul testo di questa stampa, emendato sulla scorta di una quarantina di altri codici, si basa la monumentale edizione di Negroni 1882-1887, accompagnata, a piè di pagina, dal testo latino della vulgata sisto-clementina. Il limite di quest’opera sta nel non aver considerato che «gran parte del libro dei Salmi e tutto il Nuovo Testamento dell’edizione del 1 ottobre copiano quasi letteralmente la Bibbia del Malerbi: così in una stessa opera si mescolano possibili testi trecenteschi con materiali assai meno aurei» (Barbieri 1992, p. 3).
Per quanto risultino ormai superati, gli studi di Samuel Berger sulla storia della Vulgata di s. Girolamo nel Medioevo (1893) e sulle antiche versioni bibliche in francese, provenzale, catalano (1889) e italiano (1894) restano ancora oggi un imprescindibile punto di partenza per avere un quadro d’insieme della tradizione. Lo studioso ipotizza un modello unitario di Bibbia italiana esistente fin dal Duecento (ma cfr. Leonardi 1998b, p. 38, nota 4); una tale traduzione, contrapposta e precedente a quelle parziali di singoli libri biblici, deriverebbe le sue fonti da versioni in volgare francese (per esempio per il Salterio) e provenzale (per i Vangeli), risalenti agli ambienti ereticali del primo valdismo d’oltralpe (cfr. Berger 1894, p. 418 e, per gli sviluppi successivi, Barbieri 1992, pp. 5-7 e nota 25; Leonardi 1993a, pp. 838-839; Id. 1998b, pp. 38-39). Tuttavia – facendo riferimento al mutato panorama, determinato principalmente dalla scoperta di nuovi manoscritti – gli argomenti addotti dal Berger in merito alla genesi dei primi volgarizzamenti biblici italiani sono stati variamente confutati nel tempo dagli studiosi (cfr. Vaccari 1930).
Importanti passi avanti nella ricerca rappresentano i lavori di Gasca Queirazza e Cornagliotti. In particolare, Gasca Queirazza 1976, grazie all’acquisizione di un’ulteriore decina di importanti codici, abbozza per la prima volta uno stemma dei principali testimoni dell’Antico Testamento e fa il punto sull’ordine dei libri nelle varie raccolte; mentre Cornagliotti si occupa dei volgarizzamenti degli apocrifi neotestamentari (1976) e del Salterio (1979). Infine, si segnalano il più recente lavoro di Barbieri 1992, sulle edizioni a stampa quattro-ciquentesche della Bibbia in volgare italiano e, a partire dallo stesso anno, l’avvio di un nuovo progetto di ricerca, promosso dalla Fondazione Ezio Franceschini e dall’École française de Rome, sui volgarizzamenti italiani della Bibbia, dalle Origini al Cinquecento. Un primo importante risultato di tale progetto, è costituito dall’inventario di Chopin-Dinale-Pelosini 1993 (con una Premessa di Lino Leonardi e un Indice di Jacques Dalarun) che assomma gli oltre 350 manoscritti biblici attualmente noti, cui hanno fatto seguito gli altrettanto importanti contributi degli studiosi del gruppo di lavoro (Leonardi 1998b, Asperti 1998, Cornagliotti 1998, Garavaglia 1998 e altri), relazionati al Convegno internazionale del novembre 1996, poi pubblicati in volume nel 1998 per cura di Lino Leonardi (cfr. Leonardi 1998a).

Dal punto di vista della composizione dei manoscritti, la tradizione è eterogenea: un solo esemplare conserva il testo dell’intera Bibbia (si tratta dei codici Italiano 1 e 2 della Biblioteca Nazionale di Parigi [= Paris BNF It. 1; Paris BNF It. 2], della seconda metà del XV secolo, per cui cfr. De Marinis 1947-1952, vol. II, p. 30), tutti gli altri codici conservano invece il volgarizzamento di singoli libri, di raggruppamenti parziali, di lezionari (cfr. Landotti 1975 e, soprattutto, Garavaglia 1998), di armonie evangeliche, di commenti e meditazioni, di raccolte omiletiche, di Fiori e Fioretti; per cui si va dai testi più fedeli alla Scrittura, alle compilazioni del tipo della storia universale, slegate dal rigore della traduzione letterale (cfr. Leonardi 1993a, p. 843). In questo secondo gruppo si collocano i due manoscritti, Paris BNF It. 3 e Paris, Bibliothèque Nationale de France, Italien, 4 = Paris BNF It. 4, copiati dal domenicano Nicola di Nardò (rispettivamente nel 1466 e nel 1472), che tramandano il testo biblico dal libro di Esdra all’Apocalisse. Si tratta di due volumi di pregio e di grande formato provenienti dalla biblioteca di Angilberto Del Balzo, come risulta dal num. 44 dell’inventario: Jtem peczi duj de la biblia jn vulgare. Jn carta bonbicis, passati poi alla biblioteca aragonese in seguito alla confisca dei beni del proprietario (cfr. Coluccia 2005, p. 158, con rimando a De Marinis 1969, vol. I, pp. 179-180). Questi codici costituiscono «les deux derniers volumes d’une Bible qui en a eu trois» (Berger 1894, p. 363), il primo, contenente la parte iniziale dal Genesi al secondo libro delle Cronache, è andato perduto e, al momento della stesura dell’inventario nel 1487, non era presente nella biblioteca del conte. L’affinità col testo di Paris BNF It. 1 e Paris BNF It. 2 consente, limitatamente ad alcuni libri e parti del testo, di ricostruire la storia del volgarizzamento trasmesso dai codici salentini.
In particolare, il Paris BNF It. 3, alle cc. 42r B-72r B, tramanda (insieme ad altri libri biblici) una copia del Salterio; tale trascrizione risulta utilizzata nell’edizione critica di Ramello 1997. L’edizione, basata sulla più corretta lezione del ms. Paris BNF It. 1, propone uno stemma codicum dei 17 testimoni, manoscritti e stampe, che ne conservano il testo (in alcuni casi completo, in altri parziale), individuando un ramo toscano, articolato in tre versioni diverse e un ramo veneto, indipendente dal toscano, a sua volta articolato in due versioni (Ibidem, p. 450). Il Salterio salentino deriverebbe da un antigrafo α1 che, in coppia con il parigino It. 1, discenderebbe a sua volta dal subarchetipo α, la migliore delle due sottoarticolazioni all’interno della prima versione (x > O) della trasposizione toscana (Ibidem, pp. 102-103).
Quanto al Paris BNF It. 4, alle cc. 206-225, il codice tramanda una copia dell’Apocalisse inclusa nello studio di Leonardi 1998b sulle versioni e revisioni del testo biblico (ma cfr. il precedente contributo dello stesso, Leonardi 1996). I manoscritti finora noti che tramandano il testo dell’Apocalisse, privo di commenti, sono circa una trentina, di cui solo sei contengono tutto il Nuovo Testamento. Tutte queste testimonianze manoscritte «possono essere considerate come sostanzialmente concordi nel trasmettere un’unica versione, almeno secondo la ricostruzione di Berger, che la definì appunto (…) versione ordinaria» (Leonardi 1998b, p. 53). In assenza di edizione critica, non si possono individuare elementi sicuramente difformi rispetto a tale ricostruzione. Tuttavia, ragionando sui fatti di trasmissione, sulle varianti di tradizione e di traduzione, pur senza effettuare la collazione integrale di tutti i testimoni manoscritti, Leonardi individua due fasi fondamentali del testo: di pre- e post-revisione rispetto alla Vulgata latina. Tale revisione, risalente grosso modo al XIV secolo, è stata presumibilmente elaborata in ambiente domenicano (Ibidem, p. 91) e condotta su un testo molto vicino a quello di Paris BNF It. 2: la tipica suddivisione in 22 capitoli (attribuita a Langton e adottata a Parigi agli inizi del Duecento) che si riscontra nei testimoni appartenenti al ramo D, rappresentante della fase di post-revisione, contribuisce a questa ipotesi (Ibidem, pp. 82-84).
I codici It. 2 e It. 4, situandosi entrambi al limite cronologicamente più basso della tradizione (tardo Quattrocento), e facendo parte del ramo revisionato, avranno con ogni probabilità attinto contemporaneamente ai testi delle due redazioni volgari. (Ibidem, p. 82).
Per quanto riguarda i Vangeli, il saggio di Asperti 1998 arriva a conclusioni fondamentalmente concordanti a proposito degli stessi manoscritti parigini (It. 2 e It. 4), distinguendo, nella tendenziale traduzione letterale del testo biblico, specie neotestamentario, una versione glossata sostanzialmente unitaria e una versione non glossata fortemente instabile a livello di lezioni. Di quest’ultima fanno parte, appunto, entrambi i mss. It. 2 e It. 4, probabilmente sottoposti a interventi di revisione (Ibidem, pp. 138 e 139).

«La lingua delle opere ricopiate da Nicola appare poco caratterizzata, con scarsi elementi locali; nel ms. It. 4, a cc. 226r-294r, particolarmente interessante si dimostra una ricca lista alfabeticamente ordinata di jnterpretacionj, cioè di vocaboli ebrej richati in latino (dove latino naturalmente significa ‘lingua italiana, volgare’), indizio di una attività lessicografica bilingue che, nel Salento della fine del sec. XV, può spiegarsi anche con la presenza di attivi gruppi ebraici» (Coluccia 2005, p. 160).

 

 

Copyright: Carlo Marzano 2007
La scheda è stata pubblicata il 31-12-2007; la data in calce si riferisce esclusivamente all’ultimo aggiornamento.

Una prima redazione della scheda è stata allestita per la sua tesi di laurea triennale da Stella Trazza (tutore Marzano) e successivamente rielaborata per la pubblicazione in questa sede da Carlo Marzano.

Indice della scheda


Bibliografia
Edizioni significative
Negroni 1882-1887 = La Bibbia volgare secondo la rara edizione del I di ottobre MCCCCLXXI, ristampata per cura di Carlo Negroni, 10 voll., Bologna, Romagnoli, 1882-1887.

Edizione/i di riferimento delle opere collegate
Biblia sacra 1926 = Biblia sacra iuxta Latinam vulgatam versionem ad codicum fidem : iussu ..., cura et studio monachorum Abbatiae pontificiae Sancti Hieronymi in urbe ordinis Sancti Benedicti edita, Romae, Typis polyglottis vaticanis, 1926-.

Biblia sacra 1983 = Biblia sacra iuxta vulgatam versionem, adiuvantibus Bonifatio Fischer ...; recensuit et brevi apparatu instruxit Robertus Weber, Stuttgart, Deutsche Bibelgesellschaft, 1983 [terza edizione].

Bibliografia filologica
Asperti 1998 = Stefano Asperti, I Vangeli in volgare italiano, in Leonardi 1998a, pp. 119-144.

Barbieri 1989 = Edoardo Barbieri, La fortuna della «Biblia vulgarizata» di Nicolò Malerbi, «Aevum», LXIII (1989), pp. 419-500.

Barbieri 1992 = Edoardo Barbieri, Le Bibbie italiane del Quattrocento e del Cinquecento. Storia e bibliografia ragionata delle edizioni in lingua italiana dal 1471 al 1600, 2 voll., Milano, Bibliografica, 1992.

Berger 1889 = Samuel Berger, Les Bibles provençales et vaudoise, in Romania, XVIII (1889), pp. 353-422.
[Sulle antiche versioni bibliche in francese, provenzale e catalano].

Berger 1893 = Samuel Berger, Histoire de la Vulgate pendant les premièrs siècles du moyen âge, Paris, Hachette,1893 [reprint Hildesheim, 1976].
[Sulla storia della Vulgata di s. Girolamo nel Medioevo].

Berger 1894 = Samuel Berger, La Bible italienne au Moyen Âge, in Romania, XXIII (1894), pp. 358-431.
[Sulle antiche versioni bibliche in italiano].

Chopin-Dinale-Pelosini 1993 = Inventario dei manoscritti, a cura di Myriam Chopin, Maria Teresa Dinale e Raffaella Pelosini, in Leonardi 1993b, pp. 884-868.
[Con una Premessa di Lino Leonardi e un Indice di Jacques Dalarun].

Coluccia 2005 = Rosario Coluccia, Lingua e politica. Le corti del Salento nel Quattrocento, in Viti 2005, pp. 129-172.

Cornagliotti 1976 = Anna Cornagliotti, I volgarizzamenti italiani di apocrifi neotestamentari, in Budreault-Möhren 1976, pp. 669-687.
[Sui volgarizzamenti degli apocrifi neotestamentari].

Cornagliotti 1979 = Anna Cornagliotti, Di una pretesa dipendenza francese del Salterio toscano, in «Studi francesi», XXIII (1979), pp. 292-299.
[Sui volgarizzamenti del Salterio].

Cornagliotti 1998 = Anna Cornagliotti, La situazione stemmatica vetero-testamentaria: I libri dell’Ecclesiastico e di Giobbe, in Leonardi 1998a, pp. 201-225.

Garavaglia 1998 = Gianpaolo Garavaglia, I lezionari in volgare italiano fra XIV e XVI secolo. Spunti per una ricerca, in Leonardi 1998a, pp. 365-407.

Gasca Queirazza 1976 = Giuliano Gasca Queirazza, Le traduzioni della Bibbia in volgare italiano anteriori al sec. XVI, in Budreault-Möhren 1976, pp. 659-668.

Landotti 1975 = Giuseppe Landotti, I lezionari in lingua italiana nei secoli XIII-XIX, in «Ephemerides liturgicae», LXXXVIII (1974), pp. 403-446 [rist. con lievi aggiunte in Id., Le traduzioni italiane del Messale in lingua italiana anteriori al movimento liturgico moderno, Roma, Edizioni Liturgiche, 1975 (Biblioteca «Ephemerides liturgicae». Subsidia. 6)].

Leonardi 1993 = Lino Leonardi, I volgarizzamenti italiani della Bibbia (secc. XIII-XV). Status quaestionis e prospettive per un repertorio, in MEFRM, CV (1993), pp. 837-844.

Leonardi 1996 = Lino Leonardi, «A volerla bene volgarizzare…»: teorie della traduzione biblica in Italia (con appunti sull’Apocalisse), in SM, XXXVII (1996), pp. 171-201.

Leonardi 1998 = Lino Leonardi (a cura di), La Bibbia in italiano tra Medioevo e Rinascimento / La Bible italienne au Moyen Age et à la Renaissance, Atti del Convegno (Firenze, Certosa del Galluzzo, 8-9 novembre 1996), Firenze, SISMEL-Edizioni del Galluzzo, 1998.

Leonardi 1998a = Lino Leonardi, Versioni e revisioni dell’Apocalisse in volgare. Obiettivi e metodi di una ricerca, in Leonardi 1998a, pp. 37-92.

Ramello 1992 = Laura Ramello, Le antiche versioni della Bibbia: rassegna e prospettive di ricerca, in QFR, IX (1992), pp. 113-128.

Ramello 1997 = Laura Ramello, Il Salterio italiano nella tradizione manoscritta. Individuazione e costituzione dello stemma delle versioni toscane, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 1997.

Vaccari 1930 = Alberto Vaccari, Bibbia. Versioni italiane. Medioevo, in ED, VI, 1930, pp. 899-901 [rist. Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1949, pp. 879-918].

Altra bibliografia
De Luca 1954 = Prosatori minori del Trecento, I. Scrittori di religione, a cura di Giuseppe De Luca, Milano-Napoli, Ricciardi, 1954 (La letteratura italiana, 12).

De Poerck-Van Deyck 1968-1970 = Guy De Poerck, con la collaborazione di Rika Van Deyck, La Bible et l’activité traductrice dans les pays romans avant 1300, in GRLMA, vol. VI, to. I (1968), pp. 21-47 e to. 2 (1970), pp. 54-80.

Foster 1969 = Kenelm Foster, Vernacular scrip-tures in Italy, in Lampe 1969, pp. 452-465.

Guida 1995a = Saverio Guida, I più antichi volgarizzamenti toscani dei libri biblici, I. Proverbi ed Ecclesiaste, in Guida 1995a, pp. 183-220.

Light 1984 = Laura Light, Versions et revisions du texte biblique, in Riché-Lobrichon 1984, pp. 55-93.

Loewe 1969 = Raphael Loewe, The medieval history of the latin Vulgate, in Lampe 1969, pp. 102-154.

Minocchi 1912 = Salvatore Minocchi, Versions Italiennes de la Bible, in Vigouroux 1895-1912, III/1, coll. 1012-1038.

Quentin 1922 = Henry Quentin, Mémoire sur l’établissement du texte de la Vulgate, Rome-Paris, Desclée e Gabalda, 1922 (Collectanea biblica latina, VI).

Spini 1940 = Giorgio Spini, Bibliografia delle opere di Antonio Brucioli, in Bibl, XLII (1940), pp. 129-180.

Enciclopedie, repertori e cataloghi
De Marinis 1947-1952 = Tammaro De Marinis, La biblioteca napoletana dei re d'Aragona, 4 voll., Milano, Hoepli, 1947-1952.

De Marinis 1969 = Tammaro De Marinis, La biblioteca napoletana dei re d’Aragona. Supplemento, 2 voll., Verona, Valdonega, 1969.

Mazzatinti 1886-1888 = Inventario dei manoscritti italiani delle biblioteche di Francia, [compilato da] Giuseppe Mazzatinti, 3 voll., Roma, presso i principali librai (Firenze, Tip. Bencini), 1886-1888.

Zambrini-Morpurgo 1884-1929 = Francesco Zambrini, Le opere volgari a stampa dei secoli XIII e XIV, Bologna, Zanichelli, 1884, col Supplemento con gli indici generali [...], a cura di Salomone Morpurgo, ivi, id., 1929.

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