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SALVIt - Studio, Archivio e Lessico dei Volgarizzamenti Italiani

Falcone, Iohan

(sec. XV - sec. XV)

Protesta dei Messinesi (redaz.)

di Maria Noto

Notizie generali

Volgarizzamento di:
Manfredi Zizo, Protesta dei Messinesi al vicerè Giovanni Cardona di Prades nel Parlamento di Catania del 27 settembre 1478 (latino)

Datazione: 1478 post
Lingua/Dialetto: siciliano
Tipologia testuale: prosa
Genere: scritti giuridici e pratici (generale)
Incipit: Tenendosi li iorni passati, o multo excellenti, et mio singular Signori, un general parlamento ne la precarissima cità di Cathania
Explicit: la nostra mobilissima cità di Missina sempre nanti l’ochy happi , ha et havirà in perpetuum, in eternum et in siculorum secula. Amen
Per il quadro completo delle varianti degli incipit vd. Tradizione diretta: manoscritti e Tradizione diretta: edizioni antiche.


Tradizione dell'opera   (breve / estesa)
Tradizione diretta: edizioni antiche (1)
1. Protesta dei Messinesi al vicerč Giovanni Cardona di Prades nel Parlamento di Catania del 27 settembre 1478 traslatata per Iohan Falcone, Messina, Heinrich Alding, 1478 = Iohan Falcone, Protesta, 1478

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Storia della tradizione
Si tratta di un testo di oratoria pronunciato dai rappresentanti della città di Messina durante una seduta del Parlamento siciliano convocata a Catania dal vicerè Cardona per fare approvare dei tributi straordinari. I Messinesi furono invitati a cedere il loro tradizionale posto d’onore ai rappresentanti della città di Palermo e furono incarcerati in seguito al loro rifiuto di cedere il posto. Dietro l’apparente motivo della contesa si nascondevano ben più gravi rivalità tra l’università catanese e quella messinese. In quell’occasione i cittadini messinesi reagirono con una veemente Protesta indirizzata al Cardona, redatta prima in latino dal nobile Manfredi Zizo, trascritta dal notaio Antonio Manianti e poi volgarizzata da un tale Iohan Falcone che, pur riconoscendo la superiorità della lingua latina al siciliano, sottolineava l’utilità del volgarizzamento, finalizzato a una maggiore circolazione del testo fra tutti i cittadini.

Il testo è interessante dal punto di vista linguistico per la sua scrittura in “toscano latineggiante infiorato di forme siciliane” (Catalano 1950, p. 42); la grafia ne conferma la delatinizzazione (es.: la resa di -ti- con -ci- o di -ct- con -tt-); la fonetica è oscillante tra vocalismo siciliano e vocalismo toscano; il lessico è ricco di latinismi, sicilianismi, e ispanismi, limitatamente all’ambito semantico dei titoli onorifici.

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Bibliografia
Edizione/i di riferimento
Bianca 1988 = Concetta Bianca, Stampa, cultura e società a Messina alla fine del Quattrocento, Palermo, Centro di Studi Filologici e Linguistici Siciliani, 1988, I, pp. 73-137.

Edizione/i di riferimento delle opere collegate
Arenaprimo 1896-1897 = Giuseppe Arenaprimo, La protesta dei Messinese al vicerè Conte di Prades nel Parlamento siciliano del 1478, in «Atti della r. Accademia Peloritana» XI (1896-97), pp. 169-209.

Bibliografia filologica
Boselli 1931 = Antonio Boselli, La produzione tipografica di Enrico Alding in Messina, in «Gutenberg-Jahrbuch», XXV (1931), pp. 122-138.

La Mantia 1881 = Giuseppe La Mantia, Su i libri rari del secolo XV esistenti nella Biblioteca Lucchesiana di Girgenti, in Prop, XIV (1881), pp. 143-154.

Altra bibliografia
Catalano 1950 = Geronima Vaccari, La leggenda della beata eustochia da Messina. Testo volgare del sec. XV restituito all'originaria lezione [a cura di] Michele Catalano, Messina, G. D'anna, 1950.

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