Ricerca nella pagina:
 
Università del Salento, della Basilicata, di Catania,
di Torino, Scuola Normale Superiore di Pisa
Università del Salento, di Catania, di Napoli "L'Orientale",
di Salerno, Scuola Normale Superiore di Pisa
SALVIt - Studio, Archivio e Lessico dei Volgarizzamenti Italiani

Anonimo

(? - ?)

Exempla varia (redaz.)

di Cristina Scarpino

Notizie generali

Volgarizzamento parziale di:
Anonimo, Mariale magnum (latino)
Cesario di Heisterbach, Dialogus miraculorum (latino)

Datazione: sec. XV
Lingua/Dialetto: lucano
Tipologia testuale: prosa
Genere: exemplum
Incipit: Uno usuraio compunt[o] ad contricione
Explicit: «Traymi uno occulo, adzò che lo avaro li sya cavato tocti dui». Et quisto
Per il quadro completo delle varianti degli incipit vd. Tradizione diretta: manoscritti e Tradizione diretta: edizioni antiche.
Sebbene non siano localizzabili con certezza sulla scorta dei soli dati linguistici (De Blasi 1994, p. 730), gli Exempla morali e il volgarizzamento del De ortu beatae Mariae e sono gli unici dei 37 testi contenuti nel codice Fi BR 2624 che, a detta di Braccini 1964, p. 344, meriterebbero l’etichetta di “testi lucani del XV secolo”; in particolare sugli Exempla Braccini, pp. 227-228 specifica: «Seppure in misura minore dell’apocrifo neotestamentario, anche questo è un testo molto farcito di meridionalismi. Il tono sintattico è lo stesso e forse ancora più arcaico (non sfigurerebbe due secoli prima)».


Tradizione dell'opera   (breve / estesa)
Tradizione diretta: manoscritti (1)
1. Firenze, Biblioteca Riccardiana, 2624 = Fi BR 2624

Indice della scheda


Storia della tradizione
La tradizione manoscritta degli Exempla morali in volgare lucano è monotestimoniale: considerati nella veste linguistica presentata nel § Notizie generali e nella sequenza narrativa riportata in basso, i 9 brani sono tramandati unicamente dal codice Fi BR 2624. Molto più vasta e complessa è invece la tradizione testuale in cui questi rientrano, che si rifà a quella intricatissima dei Mariali e delle raccolte di mirabilia medievali (cfr. nell’elenco sottostante fonti ed esempi di varianti di alcuni racconti).
Risalire alla fonte diretta del volgarizzamento lucano è un’operazione piuttosto complessa, ma si tratta di una traccia che non va esclusa a priori. Il Mariale Magnum e il Dialogus miraculorm, qui indicati come opere volgarizzate dei testi lucani, sono gli antecedenti remoti ai quali fanno capo alcuni degli exempla, ma tra queste opere e il volgarizzamento si collocano con molta probabilità uno o più testi intermediari (sull’antigrafo – o gli antigrafi – del testimone, cfr. il § Tradizione dell’opera. Tradizione diretta: manoscritti). Considerato che, nel Medioevo e oltre, l’exemplum edificante viene spesso impiegato nelle predicazioni ai fedeli, non sarebbe forse da escludere un canale diretto di tipo orale: sebbene la maggior parte dei testi trascritti da Pietro di Zupo sia la prova di un contatto con il toscano scritto nella Basilicata medievale, il tasso maggiore di elementi localizzanti negli Exempla e nel Liber de ortu beatae Mariae, rispetto agli altri testi tràditi dal codice, lascerebbe pensare ad un diverso canale di trasmissione oppure ad un diverso target di riferimento (ma una delle due ipotesi non esclude l’altra).
I testi, parte in latino e parte in volgare, sono studiati da Braccini 1964, che pubblica i soli segmenti volgari, relativi alle seguenti storie (l’etichettatura è redazionale):
a) [c. 165 r] L’usuraio compunto a contrizione. L’antecedente più stretto sembrerebbe il cap. xxxii del libro I (De contritione) del Dialogus miraculorum di Cesario di Heisterbach (Braccini 1964, p. 228).
b) [c. 165v] L’usuraia che si lacerò. L’antecedente più stretto sembrerebbe il cap. xli del libro XI (De morte) del Dialogus miraculorum di Cesario di Heisterbach (Braccini 1964, p. 228).
c) [c. 166rv] Il servo del re di Francia
d) [c. 166v-167r] L’usuraio condannato al patibolo
e) [c. 167r] Il fanciullo giudeo. Si tratta di una variante della leggenda dell’ebreo fanciullo, il racconto più diffuso nei Mariali tra quelli aventi per protagonista un ebreo; si vedano ad esempio il racconto 313 dell’Alfabetum Narrationum (1308-1310 ca.), sintetizzato in Le Goff 1984, p. 146, e l’exemplum 4 de Le Miracoli de la biata Virgine Maria, intitolato De uno fanciullino iudeo posto nella furnace ardenti, liberato per la Virgine Maria (cfr. Andricciola 2005, pp. 35-36).
f) [c. 167r] Il santo padre e la meretrice
g) [c. 167v] Il re che non rideva
h) [c. 168v] Il figlio del re di Ybernia. A detta di Braccini 1964, p. 228 si tratta di una variante degli stessi episodi del Dialogus miraculorum segnalati in a) e b).
i) [c. 170r] I due servitori del cavaliere.

Indice della scheda


Bibliografia
Edizione/i di riferimento
Braccini 1964 = Mauro Braccini, Frammenti dell’antico lucano, in SFI, XXII (1964), pp. 205-362.
Edizione interpretativa dei soli brani in volgare alle pp. 359-362.

Altra bibliografia
Andricciola 2005 = Le Miracoli de la biata Virgine Maria. Un Mariale del secolo XV, a cura di Enza Andricciola. Prefazione di Pietro De Leo, Soveria Mannelli (Catanzaro), Rubbettino, 2005.

De Blasi 1994 = Nicola De Blasi, La Basilicata, in Bruni 1994, pp. 729-756.

Le Goff 1984 = Jacques Le Goff, Il meraviglioso e il quotidiano nell'Occidente medievale, a cura di Francesco Maiello, Roma-Bari, Laterza, 1984 [terza edizione].

Indice della scheda